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Pirateria digitale in Italia: i danni economici sono enormi

La nuova legge e la piattaforma Piracy Shield non bastano: il fenomeno della Pirateria resta radicato e il costo per l’economia è altissimo.

scritto da Manuela Poidomani 25/06/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Pirateria
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Nel 2024, la pirateria audiovisiva in Italia ha mostrato segnali di flessione, ma non si può parlare di vittoria. Secondo i dati diffusi da FAPAV e Ipsos durante gli “Stati Generali della Lotta alla Pirateria”, il 38% degli adulti italiani ha compiuto almeno un atto illecito di fruizione di contenuti digitali. Si parla di 295 milioni di accessi pirata, un dato in calo rispetto al 2023, ma ancora allarmante. Film, serie, eventi sportivi live e programmi TV sono i contenuti più colpiti, con un danno stimato di 2,2 miliardi di euro. Nonostante una riduzione dell’8% degli episodi rispetto all’anno precedente, le perdite per il sistema economico italiano restano gravi. Si contano 904 milioni di euro in PIL sfumati e oltre 12.100 posti di lavoro messi a rischio.

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Piracy Shield funziona, ma serve più informazione sulla Pirateria

Le modalità con cui si accede ai contenuti illegali sono sempre più sofisticate. L’IPTV pirata resta il canale preferito, usato dal 22% degli utenti, seguito da streaming diretto, download peer-to-peer e condivisioni tramite social e app di messaggistica. Il profilo del pirata è ormai definito: giovani sotto i 35 anni, spesso con un buon livello di istruzione e residenti soprattutto al Sud. Anche tra i giovanissimi, nella fascia tra i 10 e i 14 anni, l’incidenza della pirateria è ancora alta, pur in calo. Il 40% degli adolescenti ha visto almeno un contenuto in modo illecito nel 2024. La consapevolezza del reato è presente, ma la percezione del rischio resta bassa.

Dal febbraio 2024 è attivo Piracy Shield, lo strumento voluto dal governo per contrastare le trasmissioni illegali di eventi sportivi. La piattaforma, che agisce bloccando i flussi illeciti entro 30 minuti, ha già mostrato una certa efficacia. Secondo il rapporto, il 47% degli utenti colpiti da un blocco ha poi scelto una fonte legale per continuare a guardare i contenuti. Tuttavia, la normativa resta poco conosciuta: solo il 14% degli italiani ne conosce i dettagli. Questo evidenzia un limite nella comunicazione istituzionale. Per FAPAV e Ipsos è fondamentale estendere Piracy Shield anche ai film e alle serie, oltre a rafforzare l’informazione sui rischi e sulle sanzioni.

EconomiaPiracy ShieldpirateriaPirateria digitalestreaming
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Manuela Poidomani

Determinazione, passione ed entusiasmo sono i tre aggettivi che mi contraddistinguono nella vita e nel lavoro. Laureata in Linguaggi dei media e con un Master in Critica Giornalistica, ho intrapreso un percorso nel mondo della comunicazione, maturando competenze specifiche oltre che di media marketing. Sono una conduttrice televisiva, speaker radiofonica, sono stata autrice dei miei stessi programmi e scrivo di tutto e di più da quando ne ho memoria. Ho svolto corsi di teatro, canto, danza e recitazione e ho praticato per dieci anni pattinaggio artistico di gruppo a livello agonistico, partecipando a competizioni nazionali ed europee.

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