Mentre la transizione ecologica sembrava avviata, una nuova scossa ha colpito la mobilità elettrica americana. Una giudice federale di Seattle, Tana Lin, ha fermato l’interruzione dei 5 miliardi di dollari destinati alle infrastrutture di ricarica EV. I fondi, approvati con l’Inflation Reduction Act, erano già stati assegnati a 14 Stati, tra cui California, New York e Illinois. Poi, a febbraio, lo stop. Il Dipartimento dei Trasporti ha congelato tutto, bloccando progetti avviati e contratti firmati. Il motivo? Una revisione voluta dall’amministrazione Trump. Gli Stati hanno reagito immediatamente, portando la questione in tribunale. Secondo la causa, le promesse federali avevano già innescato investimenti locali, appalti, aperture di cantieri. Interromperli avrebbe così significato buttare via mesi di lavoro. Rob Bonta, procuratore generale della California, ha puntato il dito contro l’influenza delle lobby petrolifere, accusando il governo di sabotare la transizione per interessi economici. La giudice ha dato ragione agli Stati: secondo l’ordinanza, le probabilità che vincano il processo sono “significative” e i danni, “irreversibili”.
Cosa rischiano davvero gli Stati dopo la sospensione dei fondi?
La sospensione dei fondi ha lasciato gli Stati in balia del caos. Contratti firmati, cantieri aperti, progetti approvati da mesi: tutto sospeso. Alcuni avevano già speso milioni in risorse proprie, convinti del sostegno federale. Ora quei progetti rischiano di morire sul nascere. La sentenza entrerà in vigore entro sette giorni. L’amministrazione avrà tempo per fare ricorso forse. Intanto, Minnesota, Vermont e Distretto di Columbia, pur firmatari del ricorso stesso, restano fuori dalla decisione dato che per il tribunale non avrebbero provato danni immediati. Intanto i piani per una rete di ricarica nazionale, promessa da anni, sembrano sfaldarsi. I ritardi si moltiplicano, la fiducia crolla e tutto mentre l’industria automobilistica osserva in attesa.
Nelle stanze del potere, la tensione aumenta. La Camera a maggioranza repubblicana ha approvato una legge che cancella il credito d’imposta da 7.500 dollari per chi acquista auto elettriche. Sono state disattivate colonnine considerate superflue, vietate nuove installazioni negli edifici pubblici. Dall’altra parte, 11 Stati hanno fatto causa al Congresso per difendere le proprie leggi sul bando delle auto a benzina entro il 2035. In gioco non c’è solo un’infrastruttura, ma la direzione stessa dell’America del futuro. Avrà davvero senso fermare la corsa verso l’elettrico? I fondi rivedranno la luce?
