A partire dal 1° gennaio 2026, Iliad si prepara ad una novità. Ovvero inizierà a ricevere energia elettrica prodotta interamente da fonti rinnovabili. Come? Grazie a un nuovo Power Purchase Agreement siglato con METLEN Energy & Metals. Si tratta di un accordo della durata di dieci anni. Il quale garantirà una fornitura annua di circa 20GWh di energia solare. Essa verrà generata da un nuovo impianto fotovoltaico situato in provincia di Latina. Quest’ ultimo è dotato di 25.000 pannelli solari e con una potenza complessiva di 15,2MWp.
Iliad: una strategia a livello europeo che parte dall’Italia
Tale iniziativa rappresenta una svolta concreta per l’operatore nella sua strategia ambientale. In quanto punterà alla riduzione delle emissioni e all’aumento dell’autonomia energetica. Le stime indicano che l’utilizzo dell’energia prodotta dal nuovo impianto permetterà di evitare l’emissione di oltre 49.000 tonnellate di CO₂eq. Così facendo Iliad riesce ad abbattere del quasi il 90% le proprie emissioni entro il 2050.
Il contratto firmato con METLEN rappresenta il secondo PPA sottoscritto da Iliad in Italia in meno di due anni. Il primo risale a febbraio 2024 e, insieme a questo nuovo accordo, consente al gruppo di arrivare a una produzione combinata di 68GWh all’anno nel nostro Paese. Ma la visione del gruppo è più ampia e coinvolge anche altri mercati europei. Recenti accordi in Francia e Polonia portano a otto i progetti attivi per l’energia rinnovabile firmati da Iliad in Europa. Nel complesso, la capacità installata raggiunge oggi i 166.2MW. Mentre la produzione annua tocca i 219GWh, pari al consumo di una città come Bari.
Insomma, attraverso queste operazioni, Iliad punta a coprire il 15% del proprio fabbisogno energetico diretto entro il 2027. Oltre che a stimolare lo sviluppo di nuova capacità produttiva in Italia. Per Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad, il nuovo PPA è “una conferma dell’impegno concreto verso la sostenibilità”. Il suo obiettivo è quello di raggiungere il 50% di energia verde sui consumi diretti entro il 2035.
