La crescente concorrenza di costruttori cinesi soprattutto nel segmento legato alle automobili economiche sta spingendo i grandi gruppi europei tra i quali Stellantis Renault a chiedere all’Unione Europea una mano, nello specifico parliamo di una revisione delle attuali normative, l’obiettivo dei grandi gruppi automobilistici è quello di semplificare i requisiti di sicurezza per rendere più facile la produzione di veicoli compatti ed economici a basso impatto ambientale, tutto ovviamente per poter competere alla pari con le elettriche cinesi che spesso sono vendute sotto i 20.000 €.
Rilanciare le piccole
L’obiettivo dei due colossi dell’automotive è quello di rilanciare le cosiddette utilitarie, finite ai margini soprattutto a causa del boom dei SUV, il tutto trae ispirazione dalle piccole auto giapponesi definite come Kei Car, si tratta di piccoli veicoli urbani di dimensioni limitate e di potenza ridotta che però offrono costi davvero ridotti e accessibili praticamente per chiunque, a tal proposito si è espresso gene Elkan che propone proprio tale strategia di ispirazione orientale.
Secondo le stime portate avanti dalle due aziende, questa tipologia di auto potrebbe raggiungere un potenziale di 600.000 unità vendute per il 2030, contribuendo anche al rispetto dei limiti di emissioni di CO2 imposti dall’Europa, tuttavia uno step fondamentale per renderle realmente competitive è proprio quello legato al superamento degli ostacoli rappresentati dai requisiti dell’Unione Europea, tra questi spiccano gli airbag laterali, sensori di attenzione del conducente, sistemi di mantenimento della corsia e severi crash test, rispettare tali standard infatti aumenta il costo finale di ogni veicolo di circa 850 o 1400 €.
I costruttori avvalorano la propria richiesta, sottolineando come tali dotazioni siano ingiustificatamente eccessive per veicoli destinati esclusivamente all’utilizzo urbano, la commissione europea sta valutando le richieste sebbene debba tirare i conti anche con gli standard di sicurezza imposti da Euro NCAP, che continua ad alzare l’asticella per ottenere valutazioni a cinque stelle sulle vetture.
