L’intelligenza artificiale cambia il modo di cercare informazioni online. Google introduce “Search Live“, una funzione che consente agli utenti di avviare conversazioni vocali con il motore di ricerca, ricevendo risposte audio immediate e pertinenti. È un’interazione sempre più fluida e naturale, simile a un vero dialogo. La funzione consente di porre domande in linguaggio semplice e di continuare la conversazione senza dover digitare nulla. È pensata per accompagnare l’utente in ogni momento, anche mentre svolge altre attività. Si può chiedere, ad esempio, come piegare un vestito di lino prima di un viaggio, e poi approfondire con una seconda domanda in base alla risposta ricevuta, il tutto a mani libere.
Gemini e ricerca evoluta Search Live: al centro c’è l’utente
L’iniziativa è per ora disponibile solo negli Stati Uniti, tramite il programma sperimentale AI Mode, riservato agli utenti Android e iOS selezionati. Il grande vantaggio è che la conversazione continua anche in background. È possibile usare altre app mentre Search Live resta attivo, pronto a rispondere senza interrompere il flusso. Un’esperienza pensata per chi si muove in fretta, per chi cerca efficienza e rapidità, ma anche per chi desidera approfondire senza fretta.
Alla base di Search Live c’è Gemini, l’avanzato modello AI di Google. In questa versione è stato ottimizzato per l’uso vocale e per la capacità di elaborare risposte dettagliate. Utilizza una tecnica chiamata “query fan-out”, che spezza una singola domanda in più richieste distinte, esplorando simultaneamente il web per offrire una panoramica più ampia e utile. Chi preferisce può sempre leggere la trascrizione delle risposte e digitare le proprie domande, con la possibilità di riprendere la conversazione in qualsiasi momento grazie alla cronologia integrata.
Una piccola icona “Live”, sotto la barra di ricerca dell’app Google, segnala l’accesso a questa nuova funzione. Nei prossimi mesi, promette l’azienda, verranno aggiunte nuove funzioni, inclusa l’integrazione della fotocamera per permettere ricerche visive in tempo reale. Resta però il limite geografico: l’Italia, almeno per ora, resta esclusa da questa nuova fase sperimentale.
