Nintendo è alle prese con il lancio della sua nuova Switch 2. A tal proposito, l’azienda gaming si affaccia per la prima volta sul mondo dell’HDR. Riguardo tale tecnologia, il debutto della console ha evidenziato una certa inesperienza. La Switch 2, infatti, presenta numerose criticità legate alla riproduzione di contenuti HDR. Ciò sia in modalità portatile sia quando collegata a display esterni. Uno dei principali limiti riguarda il display integrato della Switch 2. Si tratta di un pannello LCD da soli 450 nits, una luminosità insufficiente per valorizzare i contenuti HDR. In condizioni di mobilità, l’effetto dell’HDR risulta così compromesso. Ciò al punto che molti utenti preferiscono disattivarlo del tutto per ottenere un’immagine più bilanciata. Ma i problemi non finiscono qui. Anche il collegamento a schermi esterni porta con sé numerose difficoltà, specialmente in fase di calibrazione.
Nintendo: problemi con l’HDR sulla nuova Switch 2
A mettere in luce la questione è stato Vincent Teoh, noto esperto del canale YouTube HDTVTest. Quest’ultimo ha analizzato in dettaglio il processo di calibrazione HDR offerto dalla Switch 2. Nel suo video di oltre dieci minuti, Teoh smonta punto per punto le debolezze del sistema messo a punto da Nintendo. Una delle criticità più evidenti è legata alla compatibilità con lo standard HGiG (HDR Gaming Interest Group). Tale protocollo, pensato per garantire che l’immagine riprodotta rispecchi fedelmente l’intento originale del contenuto, è fondamentale per ottenere una calibrazione corretta. Eppure, in assenza di un display compatibile con HGiG, la regolazione del TML (tonemap luminance) proposta dalla console risulta del tutto imprecisa.
Il processo di calibrazione di Switch 2 è inoltre composto da troppe fasi rispetto a quello adottato dalle console concorrenti. E risulta confuso a causa dell’assenza di riferimenti numerici chiari. Ciò rende difficile per l’utente capire se le impostazioni siano effettivamente corrette. Un altro problema segnalato riguarda la gestione del “bianco carta”. Ovvero il valore predefinito impostato dalla console è più alto rispetto ai 203 nits raccomandati dallo standard TU-R BT.2408 (riferimento per i contenuti HDR10 a 1000 nits). Il risultato è un’immagine con toni medi troppo luminosi, gamma dinamica ridotta e una resa finale meno impattante.
Teoh sottolinea anche come la configurazione iniziale della console influenzi pesantemente la calibrazione successiva, rendendo macchinoso il processo per ottenere un equilibrio soddisfacente tra le impostazioni. In caso di display non compatibili con HGiG, il consiglio è quello di impostare manualmente il TML a 1000 nits e regolare il bianco carta su 200 nits. Inoltre, è fondamentale disattivare l’output HDR automatico per tutti i contenuti. Lasciando attiva l’opzione solo per quelli che lo supportano effettivamente.
