A sorpresa, Patreon annuncia una rivoluzione nei suoi piani tariffari. A partire dal 4 agosto 2025, i nuovi utenti dovranno versare commissioni più alte rispetto al passato. Ma chi ha già un profilo attivo o ne aprirà uno prima di quella data, potrà mantenere le attuali condizioni, con alcune migliorie.
Questo cambio di rotta esclude totalmente i creator “storici” e premia la loro fedeltà. Gli iscritti attuali continueranno infatti a usufruire del piano Pro al costo dell’8% sulle entrate, oppure del Premium al 12%. Ma c’è di più. Chi resta nel piano Premium vedrà abbassarsi la commissione all’11%, con un’ulteriore riduzione al solo 8% se deciderà di rinunciare all’opzione merchandising. Una mossa che consente di risparmiare fino al 3% rispetto alle tariffe attuali. Intanto, i nuovi utenti non potranno più scegliere tra Pro e Premium. Per loro sarà disponibile un solo piano, con commissioni fisse del 10% sui guadagni, o del 13% se includeranno il merchandising.
Commissioni Patreon più alte: cambia il piano per i nuovi creator, ma arrivano ore video in più
Oltre alla ristrutturazione dei costi, Patreon ha deciso di offrire maggiori risorse ai creator attivi. La piattaforma permetterà infatti di caricare fino a 100 ore di video ogni mese, contro le attuali 100 ore totali a disposizione dell’intero account. Tale aggiornamento rappresenta una spinta interessante per i produttori di contenuti multimediali, i quali ora potranno aumentare la loro attività senza costi extra, almeno fino a quel limite mensile.
In contemporanea a tutto ciò, restano invariati i costi per pagamenti, prelievi e conversioni di valuta, che continueranno ad essere conteggiati separatamente rispetto alle nuove commissioni. La riforma dei piani, in apparenza semplificata, mantiene comunque una distinzione sostanziale tra chi usa o meno il merchandising.
Insomma, con questo nuovo modello, Patreon sembra puntare a una struttura più sostenibile, ma non priva di rischi. I creator alle prime armi, con margini più bassi, potrebbero infatti cercare alternative. Invece, per chi è già dentro, il cambiamento rappresenta un piccolo vantaggio competitivo.
