Sono emerse informazioni interessanti riguardo gli incendi boschivi. In particolare, è emerso che nel 2024 i roghi che hanno colpito l’Italia hanno coinvolto una superficie complessiva di 514 chilometri quadrati. Di quest’area, circa 103 chilometri quadrati hanno riguardato ambienti forestali. Eppure, anche considerando l’ampiezza del fenomeno, il 2024 si distingue per un’intensità inferiore. La superficie totale bruciata è pari a circa due terzi della media annua. Registrata tra il 2018 e il 2023. Solo nel 2018 e nel 2019 si sono osservati numeri più bassi. Rispetto al 2023, si è registrata una contrazione del 52% nell’estensione complessiva colpita dagli incendi. Mentre per le sole aree forestali la riduzione è stata pari al 34%.
Incendi boschivi: ecco lo scenario per il 2024
Una delle zone più colpite è la provincia di Reggio Calabria. Qui oltre 10 chilometri quadrati di boschi sono stati distrutti dal fuoco. Una cifra che rappresenta il 41% del totale forestale bruciato in Calabria. E il 10% del totale nazionale. Danni significativi si sono verificati anche in provincia di Cosenza (9,4 km²) e Nuoro (8 km²). Nel dettaglio, Sicilia, Calabria e Sardegna hanno concentrato oltre due terzi della superficie forestale nazionale coinvolta. Al contrario, alcune regioni del Nord sono state risparmiate. Tra cui Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
Nel complesso, ben 16 regioni italiane su 20 sono protagoniste di incendi estesi. Se la Sicilia ha visto una netta riduzione delle aree incendiate, in Sardegna, in altre regioni meridionali e in parte del Nord si è registrata una situazione stabile o in lieve peggioramento. Nel Centro Italia, invece, si è assistito a un calo deciso degli episodi.
Dal punto di vista ecologico, circa il 31% dei boschi coinvolti si trovava in aree protette. In particolare, all’interno di siti appartenenti alla rete Natura 2000. Ciò evidenzia il potenziale impatto negativo sulla biodiversità. Gli incendi si sono concentrati soprattutto tra l’inizio di luglio e la metà di agosto. Ricalcando il trend stagionale osservato negli ultimi 17 anni.
Per monitorare e analizzare tali eventi, ISPRA ha condotto un’approfondita attività di mappatura. Avvalendosi del sistema europeo EFFIS (European Forest Fire Information System). Le informazioni sono state elaborate con algoritmi di apprendimento automatico. Ciò permette di identificare con precisione gli ecosistemi coinvolti. I dati sono scaricabili dal sito ISPRA e sono essenziali per orientare le strategie di recupero e conservazione degli ecosistemi colpiti.
