Una serie di studi astronomici pubblicati di recente segnalano che le esplosioni stellari delle supernove avvenute nel nostro Sistema Solare, tra i 2 e gli 8 milioni di anni fa, potrebbero aver influenzato fortemente il clima terrestre attuale.
Particelle altamente energetiche e raggi cosmici generati dalla caduta della polvere radioattiva (come il nichel-60, ad esempio) hanno raggiunto la Terra, incidendo sul nostro clima e potenzialmente riducendo la biodiversità marina. Campioni di sedimenti oceanici e di ghiaccio hanno rivelato tracce di queste polveri dovute alle esplosioni, collegate a due supernove: una nel Vecchio Sistema Scorpione-Centauro (12 milioni di anni fa) e una più recente, a 300 parsec, oltre il periodo dei Neanderthal. Si ipotizza che un innalzamento dei livelli di raggi cosmici abbia peggiorato soprattutto la nuvolosità globale, portando a un raffreddamento e incidendo sull’evoluzione biologica.
Esplosioni stellari e formazione delle nuvole: nuove scoperte sulle conseguenze per il nostro clima
Un aspetto cruciale riguarda la modulazione tra radiazione solare, raggi cosmici e sviluppo delle nuvole. Con più polveri e particelle ionizzanti in atmosfera, le nuvole tendono a formarsi più facilmente, aumentando le criticità e provocando un abbassamento delle temperature medie. Questo meccanismo potrebbe aver contribuito a periodi glaciali brevi e a eventi climatico-biologici significativi, come le estinzioni riscontrate nella barriera corallina.
C’è poi un elemento che è bene sottolineare: l’attuale attività solare e l’incremento dei raggi cosmici galattici hanno portato alcuni ricercatori ad avvertire una possibile nuova fase di raffreddamento, anche se l’impatto dell’essere umano renderebbe difficile distinguere la causa naturale da quella causata da noi. Ciò significa che le tracce fossili di esplosioni stellari antiche e le loro implicazioni meteorologiche ci ricordano che il clima terrestre non è solo frutto di input interni, ma può risentire di eventi cosmici. Approfondire questa stretta connessione tra astronomia e meteorologia aiuta a comprendere meglio i ritmi della biosfera e le sfide climatiche future.
