Quante volte ti è capitato di dover cercare un’informazione in un PDF chilometrico, magari con l’ansia di una scadenza alle porte? Oppure di dover analizzare decine di risposte a un modulo Google senza capirci più niente dopo la terza? Ecco, sembra che Google abbia deciso di venirci incontro, grazie a un bel potenziamento di Gemini, la sua intelligenza artificiale che adesso entra in azione anche dentro Google Drive e Google Moduli.
Google accelera con Gemini: meno clic, più risultati in Drive e Moduli
La novità più interessante riguarda proprio i file PDF: quando ne apriremo uno su Drive, non ci troveremo più solo davanti a pagine e pagine di testo. Gemini sarà lì, pronto a proporci un riepilogo automatico e — ancora meglio — delle azioni suggerite legate al contenuto. Per esempio, se stiamo leggendo un curriculum, potremo chiedere a Gemini di elencarci delle domande da colloquio ad hoc. Oppure, se abbiamo davanti una proposta commerciale, potremo generare in automatico una bozza da cui partire. Il tutto direttamente nel pannello laterale di Drive, senza aprire altri strumenti. La funzionalità supporta già 20 lingue e sarà disponibile per tutti gli utenti Workspace entro due settimane.
Anche i Moduli Google non restano a guardare. Gemini sarà in grado di analizzare le risposte — sia multiple che aperte — e proporre una sintesi dei temi principali emersi, aiutandoci a cogliere al volo tendenze e opinioni. Per ora questa funzione sarà solo in inglese e partirà il 26 giugno, ma è solo questione di tempo prima che arrivi anche in altre lingue.
Ultima chicca, ma non meno utile: potremo chiedere a Gemini di creare un modulo partendo da un semplice input testuale. Tipo: “crea un modulo preventivo per questi prodotti” e allegare un catalogo PDF o un foglio di calcolo. Et voilà, il modulo è servito. Anche questa funzione arriverà a luglio, sempre in inglese per cominciare.
Insomma, Google sta davvero spingendo sull’acceleratore: meno tempo perso tra file e risposte, più spazio per concentrarci su quello che conta davvero.
