Dopo trent’anni di emozioni, Toy Story 5 segna un nuovo inizio. Tim Allen ha svelato un ruolo più centrale per Jessie, lasciando Woody e Buzz in secondo piano. Una scelta che ribalta gli equilibri noti dei titoli passati. Sorprende poi la presenza di un vero e proprio esercito di Buzz Lightyear malvagi. Chi li comanda? E quale sarà il loro scopo? Sul palco di Annecy, Pete Docter ha anticipato toni diversi, meno nostalgici e più legati al presente. La sensazione è che questa volta la posta in gioco sia diversa. Ritorneranno davvero tutti i volti noti? Oppure alcuni resteranno solo un ricordo lontano?
Dal primo film ambientato nella cameretta di Andy a oggi, il mondo attorno ai giocattoli è cambiato. L’arrivo di Bonny nel quarto capitolo di Toy Story già aveva cambiato tutto, ma ora la sensazione è che qualcosa di più profondo stia emergendo. Toy Story non è più solo una storia per bambini, ma in fondo non lo è mai stata. Diventa specchio di un tempo in cui l’infanzia è sempre più digitale. Quale spazio resta allora per i giochi tradizionali? E cosa succede a chi non è più “utile” in un mondo che corre veloce? Che fine faranno i nostri amati eroi?
Toy Story e la tecnologia: Lilypad e l’incontro con il futuro
Il nuovo concept art svela Lilypad, un tablet colorato e accattivante, pensato per i più piccoli, capace di attirare completamente la loro attenzione. Non è però un semplice accessorio, ma un vero e proprio personaggio, una presenza capace di parlare, insegnare, reagire, cose che i giocattoli hanno sempre finto di non saper fare. Buzz, Jessie e forse Woody entreranno in contatto con lui e non sarà un incontro sereno. I giocattoli di una volta potranno mai competere con qualcosa che sembra sapere tutto? Come si sopravvive se il proprio scopo vacilla? L’intelligenza artificiale entra anche in Pixar e non fa sconti. Le emozioni che un tempo bastavano ora rischiano di non essere più sufficienti. Il divertimento è ancora reale se a comandare non è un bambino, ma un algoritmo? Toy Story 5 promette di spingersi lì dove il confine tra reale e digitale si fa sottile e forse proprio in quel confine si nasconde la risposta che tutti cercano. Chi vincerà?
