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L’Italia ancora non si fida dell’intelligenza artificiale
Le preoccupazioni più forti si concentrano su due fronti. Il primo riguarda i furti di denaro legati all’accesso non autorizzato a informazioni sensibili. Rischio temuto dal 66% degli intervistati. Il secondo fronte è collegato all’uso improprio dei metadati. Si tratta di dati apparentemente innocui (ad esempio, orario e luogo in cui è stata scattata una foto) che, se aggregati, possono contribuire a delineare un profilo dettagliato della persona. Il 54% degli italiani teme proprio tale tipo di utilizzo.
Il rapporto con i dispositivi digitali e le app rivela ulteriori aspetti critici. Due terzi degli utenti (67%) sentono di non avere un reale controllo sui propri dati quando usano un device. Mentre un terzo (33%) ammette di accettare le impostazioni predefinite delle applicazioni senza comprenderne appieno le implicazioni. In parallelo, una quota significativa, il 13%, mostra un atteggiamento decisamente più critico. Arrivando a ritenere che i brand non facciano nulla per tutelare davvero i dati personali.
Tali percezioni incidono anche sulle scelte pratiche. Il 15% degli italiani ha evitato di abilitare lo scambio di dati tra dispositivi smart nell’ultimo anno. Ciò a causa del timore di una possibile violazione della propria privacy. Non manca, però, la volontà di cambiamento. Il 65% degli utenti è disposto ad adottare soluzioni di intelligenza artificiale e tecnologie smart per la casa. Ciò a patto di ricevere garanzie adeguate sul fronte della sicurezza.
È in questo contesto che Samsung ha deciso di agire, attraverso l’indagine condotta e con l’introduzione di strumenti concreti. Tra cui, Samsung Knox, il sistema di protezione dei dati sviluppato per i dispositivi Galaxy e gli elettrodomestici smart. Knox Vault e Knox Matrix, suoi componenti integrati, rispondono alle esigenze più avanzate. Il primo custodisce con sicurezza dati sensibili come PIN, password e dati biometrici. Il secondo, invece, crea un ecosistema interconnesso in cui i device si proteggono a vicenda. In tal modo, l’azienda cerca di restituire agli utenti il controllo dei propri dati. Ed anche ricostruire la fiducia necessaria per sfruttare appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale.










