C’è poco da girarci intorno: maggio 2025 è stato caldissimo. Anzi, il secondo maggio più caldo mai registrato al mondo, superato solo da quello – ancora più rovente – del 2024. A confermarlo è il servizio europeo Copernicus, che da anni monitora l’andamento delle temperature globali. Il dato? Una media globale di 15,79°C: sembra poco, ma si tratta di oltre mezzo grado sopra la media 1991-2020 e circa +1,5°C rispetto all’epoca pre-industriale. E anche se questo mese ha segnato un piccolo rallentamento, non c’è davvero nulla di rassicurante: la soglia critica resta lì, stabilmente superata da più di un anno.
Record in Islanda e Groenlandia: caldo fuori scala anche nei paesi più freddi
Il caldo, poi, non ha risparmiato nemmeno i posti che di solito consideriamo freddi per definizione. In Islanda, per esempio, l’aeroporto di Egilsstaðir ha toccato i 26,6°C, un record assoluto per quella zona. In Groenlandia, le temperature anomale hanno fatto scattare l’allarme per lo scioglimento accelerato della calotta glaciale, con effetti potenzialmente pesanti non solo a livello locale (infrastrutture, habitat, popolazioni), ma anche globale. Perché? Perché quando enormi quantità di acqua dolce finiscono nell’oceano, possono cambiare la circolazione delle correnti marine. E se le correnti cambiano, cambia tutto il sistema climatico.
Anche guardando al quadro più ampio, la primavera 2025 nell’emisfero nord è stata la seconda più calda mai registrata. In Europa il clima si è diviso in due: a ovest, temperature oltre la media; a est, condizioni più fredde e piovose, soprattutto nella zona dei Balcani.
La morale è che, anche se maggio ha rallentato un po’ la corsa al caldo estremo, il trend resta molto preoccupante. I dati parlano chiaro, e il pianeta continua a mandare segnali forti che non lasciano spazio ai dubbi. Sta a noi decidere se ascoltarli o far finta di nulla. Ma il tempo per rimandare le scelte importanti sta finendo.
