Se pensavate che l’esperienza del caldo dell’estate scorsa fosse stata esagerata… beh, preparatevi. Perché, a quanto pare, potrebbe essere solo un antipasto. Secondo un nuovo report dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), i prossimi cinque anni – quindi fino al 2029 – saranno probabilmente ancora più caldi. E non stiamo parlando solo di “qualche grado in più”, ma di temperature vicine (se non oltre) alle soglie critiche che si cerca di evitare da anni.
Il riscaldamento accelera: le nuove stime mettono il mondo davanti a un bivio
Il documento è chiaro: c’è un’alta probabilità – circa l’86% – che almeno uno dei prossimi anni raggiunga o superi un aumento medio di 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale. Che, tradotto in parole semplici, significa che ci stiamo avvicinando a un punto piuttosto delicato. Per fortuna, superare quel numero in un solo anno non significa che l’Accordo di Parigi sia già fallito, perché si ragiona su un trend di lungo periodo. Ma è comunque un campanello d’allarme bello forte.
E non è tutto: c’è il 70% di possibilità che la media del quinquennio superi stabilmente quel famoso grado e mezzo. Questo rappresenta un salto del 47% rispetto alle stime fatte appena un anno fa. In pratica, è come se il cambiamento climatico avesse schiacciato l’acceleratore.
E poi c’è il caso dell’Artico, che sembra giocare una partita tutta sua. Qui il riscaldamento corre tre volte più veloce rispetto al resto del pianeta. Gli inverni tra novembre e marzo potrebbero essere più caldi di circa 2,4 °C rispetto al periodo 1991-2020. E i mari ghiacciati? In ritirata: le zone più a rischio sono il Mare di Barents, quello di Bering e quello di Okhotsk.
Morale? Non è un film catastrofico, è il meteo dei prossimi anni. I numeri fanno impressione, sì, ma servono anche a ricordarci che il tempo per agire non è finito… ma nemmeno infinito.
