Huawei ha ufficializzato il calendario di distribuzione del nuovo aggiornamento HarmonyOS 5.1, il cui arrivo è previsto a partire da luglio del 2025. Manca davvero poco per dare il via ufficiale al roll out.
L’aggiornamento ad HarmonyOS 5.1 coinvolgerà inizialmente i dispositivi di fascia alta come la serie Mate 70, i Pura 70, i Mate 60, Pocket 2, Nova 12, 13 e 14, oltre ad alcuni tablet come la gamma di MatePad Pro 11. Anche gli smartwatch della gamma Watch GT 5 e Watch D2 riceveranno il nuovo firmware nelle prossime settimane. Si tratta di un rilascio molto atteso, che rappresenta un passo importante nell’evoluzione del sistema operativo progettato dalla nota azienda cinese. Un colpo da attutire anche per la concorrenza, che diventa sempre meno indispensabile per HarmonyOS.
In meno di un mese Huawei darà inizio alla distribuzione del nuovo HarmonyOS 5.1
Huawei ha anche comunicato che ogni giorno vengono adattate circa 400 app per garantire compatibilità e stabilità con la nuova versione di HarmonyOS. Spesso la sfida principale, o una delle più complesse, riguarda proprio le applicazioni. Un ottimo sistema operativo, rivisitato e migliorato, serve a ben poco se non consente di sfruttare al meglio anche tutti gli altri servizi presenti sul proprio dispositivo. Questo sforzo dimostra l’intenzione di rendere la piattaforma sempre più indipendente e funzionale, rafforzando l’ecosistema alternativo ad Android. Entro la fine dell’anno corrente anche altri dispositivi come i Mate 40 Pro riceveranno l’aggiornamento, confermando la volontà dell’azienda di coprire un’ampia fascia di modelli in tempi brevi.
Parallelamente, durante la Huawei Developer Conference prevista per il 20-22 giugno, si attendono ulteriori dettagli su HarmonyOS 6.0, che potrebbe debuttare nella variante beta già a ottobre. Il percorso di Huawei prosegue così su due binari paralleli: consolidare le funzionalità attuali con HarmonyOS 5.1 e preparare il terreno per la prossima generazione del sistema operativo. Una strategia chiara, che mira a rafforzare la competitività del brand anche in assenza dei servizi offerti da Google.
