Questa volta a parlarne sono i legislatori americani, che lanciano l’allarme: va fermato. Il motivo? Secondo loro, il sistema operativo potrebbe diventare uno strumento di spionaggio internazionale al servizio del governo cinese. Non è una semplice teoria complottista da forum: la preoccupazione arriva direttamente dalla Commissione parlamentare americana sul Partito Comunista Cinese, in una lettera firmata da due esponenti bipartisan, John Moolenaar (repubblicano) e Raja Krishnamoorthi (democratico). Insomma, quando destra e sinistra si trovano d’accordo su qualcosa, forse vale la pena ascoltare.
Lo scontro USA-Cina ora passa dal sistema operativo
Nel documento si chiede all’amministrazione USA di coordinarsi con i Paesi alleati per evitare che HarmonyOS si diffonda troppo — non solo sugli smartphone, ma anche su tablet, computer, auto connesse e qualsiasi altro dispositivo che può ricevere aggiornamenti software. Il timore? Che tra una patch e l’altra vengano inserite backdoor nascoste, utili a raccogliere dati degli utenti e, peggio ancora, a rafforzare un controllo autoritario da remoto.
E non si parla solo di potenziali vulnerabilità tecniche, ma di strategia geopolitica vera e propria. L’appello è chiaro: “dobbiamo condividere informazioni con i nostri partner globali e spingerli verso sistemi operativi affidabili”. Tradotto: HarmonyOS non lo è.
Intanto Huawei continua per la sua strada. Ha appena annunciato la versione PC del suo OS, debuttando con il nuovo MateBook pieghevole “Ultimate Design” (sì, anche il nome è tutto un programma). E parallelamente sta lavorando sui chip Ascend 910C e 910D, pensati per alimentare l’intelligenza artificiale di nuova generazione made in China.
Ma anche qui l’America ha messo dei paletti: il Bureau of Industry and Security ha aggiornato le linee guida, dicendo che l’uso di chip AI Huawei — tipo proprio gli Ascend — violerebbe le restrizioni sulle esportazioni.
In breve? Lo scontro tra Huawei e Washington continua. Solo che stavolta non si gioca tutto su reti 5G o hardware, ma su ciò che c’è dentro: il software, e tutto ciò che potrebbe trasmettere (volontariamente o no).
