Nell’immaginario, l’idea che un essere umano può esplodere se esposto al vuoto dello Spazio è diventata una verità cinematografica. Film e serie di fantascienza hanno contribuito per decenni a diffondere l’idea che il corpo umano, una volta fuori da una navetta, scoppi come un pallone. La realtà, però, è ben diversa. Quando un corpo umano viene sposto allo spazio, non esplode. Ciò perché i nostri tessuti hanno una resistenza strutturale sufficiente a contenere la pressione interna. Secondo Richard Harding, autore di Survival in Space, ciò che avviene è un fenomeno noto come ebullismo. L’acqua presente nei tessuti inizia a bollire. Ciò a causa dell’improvviso crollo della pressione esterna. In assenza di atmosfera, infatti, il punto di ebollizione dell’acqua scende rapidamente. Provocando una vaporazione istantanea dei liquidi corporei.
Ecco cosa succede ad un corpo umano nello Spazio
Uno dei primi pericoli reali è la perdita dell’ossigeno contenuto nei polmoni. L’aria viene espulsa violentemente, e il corpo resta con solo l’ossigeno già disciolto nel sangue. Secondo la NASA, si ha un tempo molto limitato, dai 9 ai 12 secondi, per rimanere coscienti prima che l’ipossia (mancanza di ossigeno al cervello) faccia perdere conoscenza.
Nel frattempo, il corpo umano si gonfia. I liquidi superficiali evaporano, causando un rigonfiamento dei muscoli e dei tessuti. Tale aumento di volume può danneggiare i capillari. Interrompere la circolazione e comprimere organi vitali. Tutto ciò avviene in modo silenzioso, rapido e irreversibile. Se non si interviene entro un tempo molto breve.
Esistono però eccezioni. Durante un test al Johnson Space Center, il tecnico Jim LeBlanc fu accidentalmente esposto al vuoto a causa di un malfunzionamento della sua tuta. Perse conoscenza quasi subito, ma fu soccorso in meno di un minuto e riuscì a riprendersi completamente. Ciò dimostra che, in casi estremi, la sopravvivenza è possibile se si agisce con prontezza.
Un’altra convinzione errata è quella del congelamento istantaneo. In realtà, lo spazio non “raffredda“. Il calore si disperde lentamente per irraggiamento, e solo alcune parti esposte (occhi, bocca o pelle nuda) si raffreddano rapidamente a causa della vaporizzazione, non per contatto diretto con il freddo.
E non è tutto. Non è solo il vuoto a rappresentare una minaccia per l’uomo nello spazio. Senza la protezione dell’atmosfera della Terra, gli esseri umani sono vulnerabili anche ad altri fattori. Come alle radiazioni cosmiche. Raggi UV, particelle solari e radiazioni galattiche possono danneggiare il DNA, aumentare il rischio di tumori e causare disturbi neurologici nel lungo termine.
