Nello spazio profondo, a oltre 3 milioni di chilometri da casa, c’è una sonda cinese che viaggia silenziosa verso un asteroide dal nome difficile e dalla storia ancora più misteriosa: Kamoʻoalewa. A bordo di Tianwen 2, partita lo scorso 28 maggio quasi in sordina (niente diretta, niente fronzoli), c’è un ambizioso piano di esplorazione che parla di campioni da prelevare, orbite da inseguire e persino di una cometa da visitare. Il tutto in una missione che, a ben vedere, è una delle più complesse mai tentate da un’agenzia spaziale.
La Cina esplora Kamoʻoalewa, forse un frammento della Luna
La Cina ha pubblicato la prima vera foto ufficiale della missione: niente CGI, stavolta. Solo uno dei pannelli solari della sonda, di un bronzo quasi alieno, immortalato da una telecamera tecnica. Un piccolo scatto che però segna un grande passo: questa non è più teoria, è realtà in movimento.
Il primo obiettivo è Kamoʻoalewa, un asteroide minuscolo ma affascinante, che ci orbita intorno senza mai staccarsi del tutto né diventare un vero satellite. Alcuni pensano possa essere un pezzo della Luna, sparato via da un antico impatto. Tianwen 2 ci arriverà nell’estate 2026, per poi restarci per mesi, studiandolo da vicino e raccogliendo campioni da riportare sulla Terra entro il 2027.
Ma il bello è che il viaggio non finisce lì. Una volta consegnato il bottino spaziale con una capsula di rientro, la sonda proseguirà. Prossima tappa? La cometa 311P/PANSTARRS, prevista attorno al 2035. Un corpo ghiacciato e bizzarro che, confrontato con l’asteroide roccioso, potrà raccontarci qualcosa di nuovo su come si è formato il nostro sistema solare e, magari, da dove arriva l’acqua che beviamo.
Senza clamore, senza conti alla rovescia in diretta TV, la Cina sta costruendo un percorso di esplorazione spaziale sempre più raffinato. E Tianwen 2 è la conferma che, là fuori, il gioco si fa davvero interessante.
