Mentre negli Stati Uniti si discute di tagli e si rivedono al ribasso i sogni lunari, da un’altra parte del mondo – anzi, da due – si sta preparando qualcosa di grosso. Cina e Russia hanno appena firmato un accordo per costruire una centrale nucleare sulla Luna. Sì, proprio così: energia atomica, direttamente sulla superficie lunare, entro il 2036. Non è fantascienza, è geopolitica spaziale – e pure piuttosto concreta.
Luna, Cina e Russia lanciano il progetto nucleare
Il progetto fa parte della International Lunar Research Station (ILRS), un’iniziativa già in moto da qualche anno con l’obiettivo di creare una base permanente al polo sud della Luna. Questo nuovo tassello – la centrale nucleare – è destinato a essere il cuore energetico dell’intero sistema. E sarà realizzato da robot, senza nemmeno una presenza umana durante la costruzione. A dirlo è Yury Borisov, numero uno di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, che assicura: “la tecnologia è quasi pronta”.
Nel frattempo, la NASA arranca. Il programma Artemis, che prometteva il grande ritorno degli americani sulla Luna, è ostacolato da ritardi e problemi di budget. La stazione orbitale lunare Gateway, che avrebbe dovuto supportare le missioni lunari, è ora in bilico. E l’ipotesi di posticipare (o sospendere) Artemis III al 2027 rischia di lasciare spazio – e visibilità – agli avversari.
Cina e Russia, invece, continuano a correre. Entro il 2028 è previsto il primo astronauta cinese sulla Luna, con la missione Chang’e-8. Poi toccherà ai robot: tra il 2030 e il 2035, la costruzione dell’avamposto lunare procederà con cinque lanci di razzi super pesanti. Ma non finirà lì: ci sono piani per espandere la base verso l’equatore lunare e il lato nascosto del satellite, tutto connesso a una piattaforma in orbita.
La ILRS sta anche diventando un progetto internazionale. Ben 17 Paesi hanno già firmato per partecipare, tra cui Thailandia, Venezuela, Sudafrica, Egitto e Pakistan. L’obiettivo finale? Creare una vera infrastruttura lunare, con moduli abitativi, rover, veicoli pressurizzati e connessione continua con la Terra. In prospettiva, sarà anche il trampolino per le missioni su Marte.
Insomma, la corsa alla Luna non è affatto finita. È solo cambiata direzione.
