Non è bastata la rottura diplomatica, né l’uscita dal mercato russo da parte di numerose multinazionali occidentali. Secondo Vladimir Putin, molte di queste aziende continuano comunque a esercitare una forma di influenza, attraverso la permanenza indiretta dei loro prodotti o servizi sul territorio. Nel mirino del presidente russo sono finiti, tra gli altri, Microsoft e Zoom. I loro software, infatti, restano ancora in uso presso enti e imprese locali. Un’anomalia che mette a rischio l’autonomia tecnologica del Paese.
Putin invoca l’autosufficienza digitale: il presidente vuole creare proprie “alternative”
Nel suo intervento più recente, Putin non ha usato mezzi termini. Egli sostiene che le aziende straniere abbiano deciso di “strangolare” il Paese dopo aver beneficiato per anni delle condizioni favorevoli offerte dal governo russo. A queste parole sono seguite minacce dirette insieme all’intenzione di voler avviare provvedimenti concreti nei confronti delle società occidentali ancora operative, seppur parzialmente, sul suolo russo.
La reazione di Putin però non si ferma al piano delle accuse. Il suo messaggio politico è chiaro, egli sostiene che sia definitivamente giunto il momento di fare affidamento solo su risorse interne. La Russia, ha spiegato, deve costruire strumenti tecnologici propri, indipendenti dai giganti del software americani. Ed è proprio in questa direzione che si colloca lo sviluppo di MyOffice. Ovvero un insieme di app per la produttività sponsorizzate dal governo e supportate da Kaspersky, già noto per il suo antivirus bandito in diversi paesi occidentali.
In contemporanea a tutto ciò, la Russia ha avviato altri progetti di sostituzione, come la creazione di console da gioco domestiche. I risultati finora sono stati deludenti, ma secondo Putin non si tratta di raggiungere la qualità delle tecnologie straniere, quanto di affermare un principio. Ossia che ogni ambito strategico deve tornare sotto controllo russo. Il presidente non esclude nemmeno l’ipotesi di una rete Internet nazionale, separata da quella mondiale, che garantirebbe un controllo completo delle comunicazioni.
