Apple Distribution International si è beccata una serie di sanzioni dalla Corte Distrettuale di Mosca. A quanto pare infatti ci sarebbero state ben quattro sanzioni per un totale di circa 131.000 dollari. Tutto proverrebbe da alcune violazioni della legge prevista in Russia sulla “propaganda LGBT”. Grande attenzione però ci sarebbe per quanto riguarda la quarta sanzione, una delle più pesanti di sempre a causa di un ordine di rimozione contenuti che non sarebbe stato rispettato da Apple.
Le udienze si sono svolte a porte chiuse, su richiesta della legale di Apple, Elena Chetverikova, che ha invocato la necessità di tutelare informazioni riservate sui servizi aziendali. La giudice Alexandra Anokhina ha accolto l’istanza, e i giornalisti sono stati esclusi dall’aula prima della lettura dei verdetti.
Censura, VPN e media indipendenti nel mirino
Sono ormai circa due anni che la Russia si confronta costantemente con Apple. Dopo l’invasione dell’Ucraina, il colosso di Cupertino ha infatti ridotto drasticamente la sua attività commerciale in Russia, continuando però ad attenersi a tutte le regole imposte dall’agenzia che controlla i media. In un solo anno, Apple ha rimosso 12 app su richiesta delle autorità, contro le 7 eliminate nel 2022. Le motivazioni ufficiali richiamano spesso la legge sull’“informazione”, utilizzata per oscurare contenuti non allineati alla narrativa governativa.
Nel 2024, l’azienda ha anche eliminato dall’App Store numerosi servizi VPN, tra cui Proton VPN e NordVPN, decisione attribuita a richieste dirette del governo. L’osservatorio GreatFire ha registrato quasi 60 rimozioni in pochi mesi, molte senza alcuna comunicazione pubblica. Contestualmente, sono stati limitati anche podcast e contenuti di testate indipendenti, tra cui BBC Russian, The Insider ed Ekho Moskvy.
Nuovi procedimenti in arrivo
Oltre alle quattro multe già comminate, la cancelleria del tribunale ha confermato altri due procedimenti aperti nei confronti di Apple, sempre legati alla legge sulla “propaganda LGBT”. Non sono stati divulgati i contenuti specifici né le piattaforme coinvolte.
Apple, in una comunicazione precedente indirizzata a Reporters Without Borders, ha difeso la propria posizione, affermando che un rifiuto sistematico delle richieste governative avrebbe comportato la chiusura dell’App Store russo. La società ha anche sostenuto che, in alcuni casi, la permanenza dei servizi digitali statunitensi fosse incoraggiata da Washington, per garantire un minimo accesso all’informazione.
Le giustificazioni non hanno però placato le critiche da parte delle organizzazioni per i diritti digitali, che accusano Apple di complicità con la censura in nome della tutela commerciale. Con nuove sanzioni in arrivo, il confronto tra Apple e la macchina legale russa appare destinato a proseguire.
