Google ha deciso di cambiare strada. Gli utenti che erano abituati a sentir parlare della produzione dei chip Tensor in collaborazione con Samsung, dovranno abituarsi ad un altro partner che ora è TSMC, colosso taiwanese molto famoso proprio per via della sua esperienza nel settore dei processori. Si tratta dunque di un piano che interesserà i prossimi top di gamma ma che andrà avanti per diverso tempo.
Secondo quanto emerso in queste ore, l’accordo tra Google e TSMC non si limiterà a un solo ciclo produttivo. La collaborazione potrebbe infatti estendersi fino al Pixel 14, con una prospettiva che arriverebbe al 2029. Una scelta che conferma la volontà di Google di puntare tutto sulla personalizzazione dell’hardware per differenziare in modo netto la propria linea di smartphone.
Da Samsung a TSMC: perché cambiare
Se da una parte Google si è sempre occupata di sviluppare il progetto nei suoi elaboratori, la realizzazione dei suoi processori Tensor veniva affidata a Samsung. Alcuni aspetti del colosso sudcoreano però non sarebbero piaciuti a Google che avrebbe così optato per un cambio, soprattutto per vedere dei progressi in termini di efficienza energetica e gestione della temperatura.
TSMC può infatti utilizzare un processo di realizzazione a 3 nanometri, una tecnologia che permette di ottenere maggiore potenza con minori consumi. Il futuro Tensor G5, atteso con il Pixel 10, sarà il primo a beneficiare di questo salto. Ma la vera notizia è che non sarà l’unico: Google sembra intenzionata a mantenere questo schema anche per i prossimi modelli.
Un pilastro per la strategia Pixel
Secondo le informazioni trapelate, Google considera i Tensor una parte centrale dell’identità della gamma Pixel. Non più semplici processori, ma componenti progettati per lavorare in simbiosi con Android e con le nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.
L’ipotesi di una collaborazione con MediaTek, circolata nei mesi scorsi, sembra quindi accantonata. La strada scelta passa da TSMC, con cui Google mira a garantire continuità, qualità e maggiore controllo sulla produzione dei chip.
Un passo che potrebbe rafforzare la posizione dei Pixel nel mercato Android, soprattutto in vista della nuova ondata di dispositivi con AI integrata.
