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In aumento gli attacchi ai grandi marchi: non solo Adidas nel mirino
Adidas non è sola. Marks & Spencer, Co-op, Harrods: tutti nomi già finiti nel mirino. Un’ondata crescente che sta mettendo in allarme il settore retail. Gli esperti parlano di strategie sempre più raffinate, con tecniche di ingegneria sociale capaci di colpire nel punto più debole: il contatto umano. Il gruppo Scattered Spider, già indagato per altri attacchi, viene tenuto sotto osservazione dalle autorità britanniche. Nessun legame accertato con il caso Adidas, ma il sospetto rimane. Episodi precedenti in Turchia e Corea del Sud non aiutano a dissipare i dubbi sulla solidità digitale del marchio a livello globale.
Cosa succede adesso? Il rischio maggiore, spiegano gli analisti, riguarda l’uso fraudolento dei dati rubati. Email false, telefonate sospette, messaggi ingannevoli, scenari già noti, ovvio, ma che ora potrebbero colpire ancora di più. Lisa Barber, di Which?, ha esortato i consumatori a monitorare le proprie attività bancarie e diffidare di comunicazioni inattese. Ogni email può diventare un’esca ed i messaggi una minaccia. La fiducia è fragile e in questi casi la trasparenza è la sola ancora possibile. La violazione non ha bloccato i sistemi Adidas, ma ha lasciato una crepa visibile. Riuscirà il marchio a recuperare la sua credibilità?










