Donald Trump lo ha detto, le tariffe doganali non possono colpire solo Apple, sarebbe ingiusto. Per questo anche Samsung finirà nel mirino. La minaccia diviene reale e si tramuta una tassa del 25% su tutti gli smartphone prodotti fuori dagli Stati Uniti, a partire dalla fine di giugno. Il presidente l’ha ribadito nello Studio Ovale, puntando il dito contro le aziende che delocalizzano. Un messaggio secco per spingere a fabbricare in America. Altrimenti? Ne si pagano le conseguenze, letteralmente. Samsung, che costruisce i suoi Samsung Galaxy S25 principalmente in India e Vietnam, è direttamente coinvolta. Ed è difficile immaginare un cambio di rotta nella sua produzione. Costruire nuovi impianti negli Stati Uniti sarebbe economicamente insostenibile per la Samsung, come ha fatto notare anche l’analista Ming-Chi Kuo nei giorni scorsi.
Prezzi più alti sui Samsung per gli americani?
La serie Samsung Galaxy S25 potrebbe diventare la prima vittima di questa politica. Le varianti S25, S25 Plus, S25 Ultra e S25 Edge rischiano un’impennata dei prezzi. I costi di produzione fuori dal suolo americano non cambieranno, ma la nuova tariffa doganale andrà a pesare direttamente sugli acquirenti statunitensi. L’ipotesi più nera? Fino al 40% di rincaro. Un colpo durissimo, che si farà sentire già dall’estate, con l’arrivo dei Samsung Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7.
Il mercato statunitense è in fermento totale e non è solo la Samsung a sentirne il grave peso. Le spedizioni di smartphone sono cresciute del 9% nell’ultimo trimestre. Apple è ancora in testa, ma è scesa dal 65% al 57%. Samsung segue con il 25% di market share, in calo del 6% su base annua. Se la tariffa entrerà in vigore, le strategie cambieranno di netto. Politiche di prezzo aggressive non saranno più sostenibili per molte società. Chi assorbirà il colpo? I produttori o i consumatori? Entrambi probabilmente. Samsung intanto dovrà decidere se tagliare i margini o aumentare i listini. Una cosa è certa in tutto questo caos e cioè che il mercato USA non sarà più lo stesso.
