Le parole del presidente Donald Trump hanno colpito come un fulmine. In un messaggio infuocato pubblicato su Truth, l’Unione Europea è stata descritta come un organismo nato per sfruttare economicamente gli Stati Uniti. Le sue politiche commerciali, giudicate “ridicole e ingiuste”, avrebbero causato un buco commerciale di oltre 250 miliardi di dollari l’anno. Ciò che preoccupa è però l’annuncio del Presidente di un nuovo dazio del 50% su tutti i prodotti importati dal blocco europeo a partire dal 1° giugno. Le sue parole hanno scatenato il panico totale. Milano ha perso in pochi istanti oltre il 2,5% e le altre borse europee non sono riuscite a contenere l’ondata. La reazione dei mercati è stata immediata. Un’altra tregua è svanita, lasciando spazio a una nuova escalation. Trump ha promesso poi un’esenzione per chi produce sul suolo americano. Rassicurazione o avvertimento? La distinzione appare molto sottile.
Apple nel caos: la produzione all’estero nel mirino
Le tensioni si sono rapidamente spostate sul settore tech. Dopo un colloquio con Tim Cook, Trump ha rilanciato la sua minaccia: dazi del 25% sugli iPhone fabbricati fuori dagli USA. Non è piaciuta, a quanto pare, l’affermazione del CEO Apple secondo cui la metà dei dispositivi venduti negli Stati Uniti viene prodotta in India. “Se non costruite qui, pagherete,” avrebbe detto Trump. Un messaggio chiaro, diretto, spietato. Il titolo Apple ha subito un brusco crollo a Wall Street, facendo tremare non solo l’azienda ma anche gli investitori internazionali. Il futuro della supply chain globale sembra più incerto che mai. Oggi l’India è tassata al 10%, la Cina al 30%. L’iPhone, per ora, è escluso da queste tariffe. Per quanto ancora?
Tempesta globale: oro alle stelle con i dazi
Nel mezzo del caos, l’oro torna a brillare. Ha raggiunto quota 3.359,8 dollari all’oncia, segnando un nuovo massimo. I mercati si rifugiano nei beni sicuri, mentre la tensione tra Washington e Bruxelles monta. L’UE, cauta, ha scelto di non commentare pubblicamente fino al termine della telefonata tra Maros Sefcovic e Jamieson Greer. Silenzio che pesa. L’incertezza commerciale è ora una minaccia reale. Dove porterà questa battaglia di dazi? E chi pagherà davvero il conto?
