Immagina di fare un gesto semplice come sollevare il braccio e… zac! si accendono 350 luci LED. Sembra una scena da film di fantascienza, vero? E invece è realtà, e tutto grazie a un’idea brillante nata nei laboratori dell’Università dell’Alabama a Huntsville. Un gruppo di ricercatori, guidato dal dottor Moonhyung Jang, ha messo a punto un piccolo dispositivo in grado di trasformare il movimento del corpo – o anche solo le vibrazioni che ci circondano – in elettricità. E la cosa più sorprendente? L’hanno costruito con materiali che potresti trovare nella tua scrivania: un po’ di nastro adesivo e della plastica comune.
Un’idea low-cost che può rivoluzionare l’elettronica indossabile
Il cuore di questo progetto si chiama TENG, un acronimo che sta per triboelectric nanogenerator. Se il nome suona complicato, il concetto alla base è più familiare di quanto pensi: hai presente quando cammini su un tappeto e poi prendi la scossa toccando una maniglia? Ecco, quel piccolo shock è il cosiddetto effetto triboelettrico. Il team ha trovato il modo di sfruttarlo per generare corrente elettrica, usando semplicemente lo sfregamento e il distacco di due materiali.
Nel dettaglio, il generatore è composto da un foglio di plastica (PET, quello delle bottiglie) e un classico nastro Scotch, il tutto stretto tra due piastre. Quando premi e rilasci il tutto, le superfici generano una microscarica. E a quanto pare, ne basta davvero poca per fare parecchio: ben 53 milliwatt, sufficienti per illuminare centinaia di LED o anche per alimentare un puntatore laser.
Ma la vera chicca è che, rispetto ai vecchi dispositivi TENG (che funzionavano a velocità piuttosto ridotte), questo riesce a lavorare a frequenze molto più alte – fino a 300 hertz. Un bel salto in avanti che potrebbe aprire scenari interessanti, specialmente in ambito sportivo o medico.
Infatti, i ricercatori hanno già integrato il loro generatore in piccoli sensori da indossare. Roba utile per monitorare il movimento del braccio, l’attivazione dei muscoli o, perché no, anche per ascoltare il rumore ambientale. Potrebbe diventare un accessorio utile per atleti, fisioterapisti o persino per chi ha bisogno di monitoraggio sanitario continuo.
La cosa bella è che non serve chissà quale tecnologia spaziale per farlo funzionare: il team ha scoperto che, tra i vari tipi di nastro provati, il classico Scotch da ufficio era uno dei più efficaci. Sì, proprio quello trasparente che usiamo per chiudere le buste o incartare i regali. E questo apre le porte a sviluppi low-cost, facili da produrre e da adattare a moltissimi contesti.
Insomma, chi avrebbe mai detto che un giorno il nastro adesivo sarebbe diventato una fonte di energia? Forse la prossima volta che senti un leggero “crac” togliendo un pezzo di Scotch, pensa che potresti accendere una lampadina. Letteralmente.
