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Dalle profondità marine, una nuova via per l’energia rinnovabile

Sfere di cemento sul fondo del mare usano la pressione dell’acqua per accumulare energia rinnovabile in modo invisibile e sostenibile.

scritto da Margherita Zichella 26/05/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Sfere di cemento sul fondo del mare usano la pressione dell’acqua per accumulare energia rinnovabile in modo invisibile e sostenibile.
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Hai mai pensato che una delle idee più promettenti per immagazzinare energia pulita potesse trovarsi… sul fondo del mare? No, non è una scena tagliata da un film di fantascienza, ma un progetto concreto che arriva dalla Germania e che ha già fatto parlare parecchio di sé. Si chiama StEnSea – abbreviazione di Stored Energy in the Sea – e appena lo capisci davvero ti viene spontaneo pensare: “Aspetta un attimo… ma questa cosa ha senso!”

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Sfruttare il mare per stoccare elettricità pulita

L’idea è tanto semplice quanto geniale: immagina una gigantesca sfera cava di cemento, grande quanto una casa. Viene posizionata a centinaia di metri di profondità, in fondo al mare. Quando abbiamo energia in eccesso – magari quando il sole splende o il vento soffia forte – si usa quella corrente per “caricare” il sistema: in pratica, si svuota la sfera pompando fuori l’acqua. Poi, quando serve energia, si apre la valvola: l’acqua torna dentro spinta dalla pressione del mare, aziona una turbina… ed ecco che l’elettricità torna in circolo.

È un modo furbo per sfruttare la pressione naturale dell’acqua, senza bisogno di dighe, montagne o impianti invadenti a terra. Un altro punto a favore? È invisibile. StEnSea lavora silenziosamente in profondità, senza occupare spazio sulla superficie o disturbare il paesaggio.

L’idea ha convinto anche oltre oceano: il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha deciso di investirci 4 milioni di dollari per costruire un impianto dimostrativo al largo della California, pronto (si spera) entro il 2026. E non è solo una curiosità ingegneristica: se costruite in scala più grande, queste sfere potrebbero davvero accumulare abbastanza energia da alimentare intere città. Stime iniziali parlano di milioni di famiglie.

Certo, oggi l’idroelettrico classico è ancora più economico. Ma con un costo stimato attorno ai 4,6 centesimi per chilowattora accumulato, StEnSea si difende bene. E in un mondo che ha sempre più bisogno di soluzioni flessibili e pulite, queste “palle di cemento” potrebbero diventare protagoniste inaspettate della transizione energetica.

Morale? Mai sottovalutare il potenziale di un’idea solo perché sembra strana. A volte, le soluzioni più innovative arrivano proprio dagli abissi.

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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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