Il nuovo AI Camera Assistant di Sony è finito sotto i riflettori, ma non esattamente per i motivi che l’azienda sperava. Dopo aver pubblicato alcuni esempi del funzionamento della funzione integrata in Xperia 1 XIII, la reazione online non è stata delle più entusiaste, e ora Sony sta cercando di correre ai ripari spiegando meglio cosa fa davvero questa tecnologia e, soprattutto, cosa non fa.
Partiamo da quello che l’azienda ha voluto chiarire: l’AI Camera Assistant non modifica le foto. Non è un editor automatico che ritocca gli scatti dopo averli catturati. Piuttosto, funziona come una sorta di assistente in tempo reale che analizza la scena inquadrata e offre suggerimenti basati su illuminazione, profondità e soggetto. Basta puntare la fotocamera verso qualcosa e il sistema propone quattro opzioni diverse per regolare esposizione, colore e sfocatura dello sfondo. Un approccio che sulla carta suona ragionevole, quasi elegante nella sua semplicità.
Nel video promozionale del prodotto, Sony si spinge anche oltre, sostenendo che AI Camera Assistant è in grado di suggerire “l’angolazione più fotogenica”. Però, a guardare bene la clip, l’unico suggerimento mostrato è quello di zoomare sul soggetto. Che è una cosa utile, certo, ma non è proprio la stessa cosa di suggerire un’angolazione diversa della fotocamera. Un dettaglio che non è passato inosservato.
Gli esempi pubblicati da Sony non hanno convinto
Il vero problema, quello che ha generato tutta l’attenzione indesiderata, sono gli esempi condivisi su X (ex Twitter). Le immagini avrebbero dovuto dimostrare le capacità di AI Camera Assistant, ma la qualità dei risultati ha lasciato parecchio a desiderare. La varietà dei risultati poco convincenti, a dirla tutta, è stata quasi impressionante nella sua costanza. È il tipo di situazione che nessun team marketing vorrebbe affrontare: pubblichi del materiale promozionale pensando di mostrare il meglio della tua tecnologia e finisci per alimentare dubbi sulla sua effettiva utilità. Il fatto che Sony abbia sentito la necessità di intervenire con ulteriori spiegazioni la dice lunga su come sia stata recepita la comunicazione iniziale.
Xperia 1 XIII resta comunque uno smartphone che punta forte sulla fotografia, una tradizione consolidata per la linea Xperia. La serie ha sempre cercato di distinguersi nel panorama degli smartphone offrendo un controllo più granulare sull’esperienza fotografica, spesso ispirandosi alle fotocamere professionali Alpha. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel processo di scatto rappresenta un cambio di direzione interessante, anche se i primi risultati mostrati pubblicamente non hanno esattamente entusiasmato.
Il nodo della comunicazione
Quello che emerge da questa vicenda è anche un problema di aspettative. Quando si usa l’espressione “intelligenza artificiale” nel contesto della fotografia su smartphone, le persone si aspettano risultati tangibili, miglioramenti evidenti, magie computazionali. Proporre quattro varianti di esposizione e sfocatura può essere funzionalmente sensato, ma se gli esempi scelti per la dimostrazione non reggono il confronto visivo, il messaggio si perde. E a quel punto non importa quanto sia sofisticato il sistema dietro le quinte.
