A quanto pare le problematiche per Nvidia e la distribuzione all’interno del mercato cinese non sono finite qui, l’azienda si sta trovando a dover gestire in via urgente le pesanti restrizioni che il governo Trump ha imposto alle esportazioni verso i cugini di oltremare, l’America infatti teme che dotare la Cina di tecnologie troppo potenti possa essere un pericolo per eventuali utilizzi militari dei calcolatori IA.
Ovviamente Nvidia ha dovuto ponderare attentamente le proprie decisioni dal momento che già i precedenti blocchi avevano fatto bruciare all’istante ben 5,5 miliardi di dollari, un ulteriore danno sicuramente non sarebbe sostenibile, ecco perché l’azienda ora sta cercando un modo per commercializzare i propri chip anche in Cina.
H20 ma senza Grace Hopper
Nello specifico l’azienda aveva intenzione di utilizzare le memorie HBM con i suoi chip IA ma dopo i blocchi imposti dall’America si vede costretta a puntare sulle memorie GDDR7, ció però comporta un problema, i chip Hopper supportano solo la memoria HBM e a detta Jensen Huang i chip H20 non sono più modificabili, infatti il core GH100 alla base della famiglia Hopper supporta esclusivamente controller di memoria compatibili con HBM.
Le soluzioni per Nvidia paiono limitate, infatti riprogettare Hopper pare decisamente improbabile anche in base a quanto dichiarato dal CEO di Nvidia, dunque una possibile idea può essere quella di passare all’architettura Blackwell, con i chip della serie GB20X (RTX 50) che supportano la memoria GDDR7 ma che però non supporta il NVLink, tecnologia essenziale per lo scaling multi-GPU nelle configurazioni di intelligenza artificiale avanzate.
Ovviamente per Nvidia si tratta di un vero e proprio rompicapo strategico che vede delle restrizioni governative sempre più stringenti tirare la corda con il rischio di togliere all’azienda una delle fonti di fatturato più grosse del mercato, ciò tra l’altro favorisce anche la crescita delle realtà cinesi locali che potrebbero scalzare Nvidia.
