Con un’operazione da 6,5 miliardi di dollari in azioni, OpenAI ha ufficialmente acquisito “io”, la giovane startup fondata da Jony Ive e da un gruppo di ex progettisti Apple. La notizia rappresenta molto più di una semplice espansione. Poiché è la prova concreta che l’intelligenza artificiale sta abbandonando la sua dimensione puramente virtuale per entrare nel mondo tangibile dell’hardware. L’obiettivo? Dare forma a una nuova generazione di dispositivi pensati per trasformare radicalmente l’interazione uomo-macchina.
OpenAI affida il design del futuro al genio di Jony Ive
Il team di “io”, attivo solo da un anno, è formato da circa 55 ingegneri e designer con un passato nei laboratori di Apple. Evans Hankey, Tang Tan, Scott Cannon e altri professionisti che hanno contribuito alla nascita di prodotti iconici come iPhone e AppleWatch, continueranno ora il loro lavoro sotto il nome di OpenAI. Il gruppo lavorerà negli uffici del quartiere Jackson Square a San Francisco e rappresenterà il cuore della nuova divisione hardware della società di Sam Altman.
L’acquisizione non nasce da un’esigenza tecnica, ma da una visione comune tra Altman e Ive. L’intesa infatti si è formata ben prima dell’acquisto, ma durante le loro conversazioni incentrate non tanto sui dispositivi quanto sulle esperienze. Ive ha ribadito che i prodotti attualmente sul mercato sono poveri di creatività e privi di nuove prospettive. Da questa visione condivisa è nata la decisione di collaborare insieme per progettare accessori capaci di rivoluzionare l’accesso all’intelligenza artificiale.
Per Jony Ive, che lasciò Apple nel 2019, ciò rappresenta un ritorno da protagonista nel mondo della tecnologia. Il suo studio, LoveFrom, non solo continuerà ad affiancare marchi come Ferrari, ma sarà responsabile del design dell’intera serie di prodotti OpenAI. La nuova unità lavorerà sotto la guida di Peter Welinder, che riporterà direttamente ad Altman. Il primo dispositivo frutto della collaborazione non arriverà prima del 2026, ma le aspettative sono già molto alte. In quanto non si tratterà di un semplice aggiornamento tecnologico, bensì di un cambio radicale di idee. Ive ha parlato di un nuovo linguaggio industriale, completamente diverso da quello offerto oggi. E, secondo Altman, sarà un progetto folle, ma necessario.
