È emerso un preoccupante pericolo nascosto nelle infrastrutture energetiche degli Stati Uniti. A portare a galla tale problematica è stata un’indagine condotta da esperti di sicurezza. Quest’ultima ha rivelato l’esistenza di dispositivi sospetti all’interno di inverter solari di fabbricazione cinese. I quali sono stati installati in impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tali apparecchi sono apparentemente comuni componenti della transizione energetica verso fonti rinnovabili. Eppure, nasconderebbero in realtà elementi in grado di compromettere la sicurezza dell’intero sistema elettrico. In particolare, i tecnici hanno individuato al loro interno dei cosiddetti interruttori di disattivazione. Moduli che potrebbero essere attivati da remoto e che, in uno scenario di crisi internazionale, consentirebbero a potenze ostili di spegnere vaste porzioni della rete elettrica americana.
Come funzionano gli interruttori?
Tali dispositivi rappresentano una vulnerabilità significativa e pongono seri dubbi sulla dipendenza dalle forniture tecnologiche provenienti dalla Cina. Ciò in un settore così critico come quello dell’energia. La scoperta è stata resa nota da fonti giornalistiche autorevoli come Reuters e The Times. Quest’ultime hanno riportato come gli inverter coinvolti siano dotati di radio cellulari non documentati, presenti anche in dispositivi installati nel Regno Unito. Tali moduli di comunicazione, potenzialmente attivabili dall’estero, potrebbero interrompere l’operatività degli impianti senza necessità di accesso fisico. Un comportamento che ha spinto alcuni esperti a parlare di un meccanismo integrato per il sabotaggio.
Nonostante le misure di sicurezza adottate dalle aziende energetiche negli ultimi mesi sono stati scoperti sistemi di trasmissione nascosti anche in batterie prodotte da diversi fornitori cinesi. Il numero complessivo dei dispositivi compromessi rimane sconosciuto. Ma la presenza diffusa di tali componenti preoccupa profondamente le autorità federali.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha ammesso la complessità del problema. Ulteriormente aggravato dalla mancata trasparenza dei produttori asiatici. In una dichiarazione ufficiale, il DOE ha sottolineato l’impegno congiunto con altre agenzie federali. Ciò per rafforzare la sicurezza della catena di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da fornitori stranieri.
