L’idrogeno verde, tra le diverse fonti, è considerato forse tra tutte la chiave per una transizione energetica sostenibile. La sua produzione avviene tramite elettrolisi dell’acqua alimentata da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico. Questo processo non emette CO2, rendendolo una soluzione pulita rispetto alle alternative grigie e blu. Tali alternative infatti derivano dal metano, che, ovviamente, porta ad una creazione di emissioni nocive maggiore. Ma perché allora non è ancora predominante? Perché non è ancora sfruttato come si dovrebbe?
Nonostante i vantaggi ambientali, l’idrogeno verde è penalizzato da costi elevati. Ciò ne blocca fortemente lo sviluppo. Attualmente, il suo prezzo varia tra 3,74 e 11,70 dollari al chilo. Si prevede che possa scendere entro il 2050, ma resterà comunque superiore a quello grigio. Questo ad ora oscilla tra 1,11 e 2,35 dollari al chilo. La dipendenza dall’energia rinnovabile, spesso costosa o non sempre disponibile, frena la competitività e ne blocca ovviamente la diffusione. Inoltre, la produzione di elettrolizzatori non è ancora scalabile, aggravando la situazione già di per sé complicata. La mancanza di incentivi e normative favorevoli rende difficile lo sviluppo del settore, specialmente in aree come l’Europa. Cosa si può fare per colmare questo divario? Ancora, a tale domanda, non vi è risposta.
Un futuro ancora incerto per l’idrogeno verde
In alcuni Paesi come Cina e India, si prevede un pareggio dei costi tra idrogeno verde e grigio entro il 2040. Qui, politiche più aggressive e la rapida crescita delle rinnovabili stanno accelerando il cambiamento. Tuttavia, in altre regioni, l’idrogeno grigio rimane dominante per almeno altri venticinque anni. Nonostante le difficoltà, l’idrogeno verde offre enormi possibilità. Potrebbe anche decarbonizzare settori critici e dannosi come l’industria pesante e i trasporti. In particolare, promette di sostituire combustibili fossili nelle acciaierie, cosa che abbasserebbe di molto la produzione di CO2. Consentirebbe poi di ridurre le emissioni nel trasporto aereo e marittimo e favorire lo sviluppo di batterie innovative per il settore energetico. L’idrogeno verde resta una promessa. Può davvero trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo energia. La sfida sarà ridurne il costo, garantendo la sua diffusione su larga scala. Riusciremo a renderlo una realtà?
