Russia e Cina hanno annunciato la costruzione di una centrale nucleare automatizzata sulla Luna. Una decisione che porta scompiglio nella ricerca spaziale a livello globale. Entro il 2036, l’impianto dovrebbe essere pronto per fornire energia alla futura Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS). Nessun astronauta toccherà un cavo però, tutto sarà costruito da macchine, in assenza di presenza umana. Lo ha confermato Yury Borisov, direttore di Roscosmos, promettendo che le tecnologie necessarie sono “quasi pronte”. Il reattore nucleare sarà solo l’inizio. L’ILRS, in fase di progettazione dal 2021, ha attirato l’interesse di diciassette Paesi. Dall’Egitto al Venezuela, nuove alleanze si saldano fuori dall’orbita terrestre. Washington osserva, con il programma Artemis fermo, posticipato, ricalibrato.
Tecnologia senza mani: il nucleare arriva così nello spazio
Costruire senza uomini, è questo ciò che comprende il progetto sino-russo. Le operazioni saranno interamente automatizzate, un traguardo che finora solo la fantascienza sembrava autorizzare. Il polo sud lunare ospiterà l’impianto nucleare e non a caso, si tratta di una scelta ponderata. I crateri d’ombra nascondono infatti ghiaccio d’acqua, indispensabile per sopravvivere. Tra il 2030 e il 2035, cinque razzi super pesanti trasporteranno già i componenti fondamentali per la costruzione della stazione nucleare. La Chang’e-8, attesa per il 2028, sarà la prima a toccare il suolo lunare. I cinesi non ci metteranno solo piedi, ma radici. Ogni dettaglio del progetto parla di permanenza, non di visita. Mentre Artemis slitta al 2027 e il futuro della stazione Gateway traballa sotto colpi di bilancio, Pechino e Mosca avanzano senza sosta.
Secondo Wu Yanhua, progettista del programma cinese, l’ILRS sarà solo l’inizio di un ecosistema lunare integrato. Entro il 2050, nuove basi spunteranno all’equatore e sul lato oscuro. Una rete orbitale collegherà ogni singolo punto costruito. Hopper, rover pressurizzati, generatori nucleari e solari alimenteranno attività permanenti. Comunicazioni ad alta velocità manterranno vivo ogni nodo. Sarà un mondo connesso, lontano dalla Terra, eppure interdipendente. Quale sarà il prossimo passo, se non Marte? La Luna diventerà il trampolino del nucleare spaziale?
