In Canada sta nascendo una nuova alleanza tra AI e nucleare compatto. First Hydrogen Corp., azienda specializzata nella mobilità a idrogeno, ha avviato una collaborazione con l’Università di Alberta per sviluppare reattori modulari di piccole dimensioni, conosciuti come SMR. L’obiettivo alla base è quello di garantire energia costante e pulita per produrre idrogeno “verde”, fondamentale per alimentare industrie e data center che supportano l’IA globale.
Gli SMR sono pensati per essere sicuri, modulari e veloci da installare. Costruiti in fabbrica e assemblati in loco, permettono di ridurre costi e tempi rispetto alle centrali nucleari tradizionali. La loro struttura compatta, spesso sotterranea, aumenta la sicurezza e prolunga i cicli operativi tra una ricarica e l’altra. Il team di ricerca guidato dal professor Muhammad Taha Manzoor si concentrerà sull’ottimizzazione dei combustibili e dei materiali, puntando a creare un sistema nucleare capace di sostenere la produzione di idrogeno su larga scala.
AI e consumo energetico: data center sempre più affamati
Il Canada, forte di sessant’anni di esperienza nel nucleare, ha identificato gli SMR come pilastro strategico per la transizione energetica. First Hydrogen ha persino creato una divisione dedicata, First Nuclear, che guarda già a possibili progetti in Europa, con l’obiettivo di fornire energia affidabile a spazi di rifornimento e infrastrutture AI.
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta aumentando in modo esponenziale la domanda di elettricità. Secondo Goldman Sachs, entro il 2030 i soli data center assorbiranno fino al 4% dell’energia mondiale, segnando un balzo del 160% rispetto ai livelli attuali. Tale corsa ai consumi mette a rischio le reti elettriche globali e spinge governi e aziende a cercare soluzioni stabili, sicure e a basse emissioni.
Gli SMR possono quindi diventare il cuore di questa trasformazione. Integrando mini-reattori nella filiera dell’idrogeno, FirstHydrogen può offrire energia continua per alimentare sia i suoi veicoli a celle a combustibile, capaci di oltre 630km di autonomia, sia i futuri data-center dedicati all’AI. Questa strategia riduce la dipendenza dalle rinnovabili intermittenti e dalla volatilità dei prezzi dell’elettricità, garantendo continuità operativa ai sistemi di intelligenza artificiale più esigenti.
Insomma, la combinazione tra AI, idrogeno verde e mini-reattori rappresenta una possibile rivoluzione silenziosa. Nonostante restino ostacoli normativi e finanziari, il modello canadese dimostra come l’innovazione energetica possa accompagnare la crescita dell’intelligenza artificiale senza compromettere la sostenibilità ambientale.