Negli ultimi anni lo spazio è diventato sempre meno fantascienza e sempre più geopolitica. E mentre tutti parlano di Luna e Marte, gli Stati Uniti stanno puntando su una zona un po’ meno famosa, ma altrettanto cruciale: lo spazio cislunare, cioè quel “quartiere” dell’orbita compreso tra la Terra e la Luna. Ed è proprio lì che entrerà in gioco il nuovo satellite Oracle-M, protagonista di un test andato a buon fine poche settimane fa alla Edwards Air Force Base, in California.
Spazio cislunare, il nuovo fronte della geopolitica
Il test, portato avanti dalla Space Force in collaborazione con il laboratorio di ricerca dell’Aeronautica (AFRL), ha riguardato un tipo di propulsione che sembra uscito da un film: i propulsori a effetto Hall, noti anche come motori a ioni. Funzionano usando campi elettrici per trasformare lo xeno in plasma, generando così una spinta continua e super efficiente. Non ti porteranno sulla Luna in un giorno, ma sono perfetti per viaggi lunghi nello spazio profondo, dove ogni grammo di carburante conta.
Quello che è stato testato, però, non è solo un motore: è un intero sistema, con tanto di moduli per l’alimentazione e lo stoccaggio del propellente. In pratica, si è simulata una mini missione a terra per vedere se tutto funziona come previsto. E pare proprio di sì.
Oracle-M fa parte di una coppia: c’è anche Oracle-P, dedicato più all’osservazione e al tracciamento avanzato. Insieme, questi due satelliti saranno gli “occhi” americani in una zona sempre più trafficata da missioni civili, militari e commerciali, anche da parte di potenze come la Cina.
Il lancio di Oracle-M non ha ancora una data, ma siamo nella fase finale: i test a terra si sono chiusi ad aprile 2025, e ora si va verso la revisione tecnica definitiva. Dopo di che, il satellite sarà pronto a entrare in orbita per aiutare gli Stati Uniti a mantenere il controllo di un’area spaziale che, giorno dopo giorno, si fa sempre più strategica.
