Ferrari ha svelato oggi a Roma il primo showroom al mondo realizzato secondo la nuova Corporate Identity della Casa di Maranello. L’esclusivo spazio di Via Pinciana, gestito da Samocar – concessionario ufficiale Ferrari dal 1957 – rappresenta un fondamentale passo avanti nella strategia del Cavallino Rampante per elevare l’esperienza dei propri clienti e appassionati in un contesto che rivoluziona il concetto tradizionale di concessionaria automobilistica.
La storia di un legame storico tra Ferrari e Samocar
All’evento di inaugurazione hanno partecipato Enrico Galliera, Chief Marketing & Commercial Officer di Ferrari, e Giovanni Malagò, Dealer Principal di Samocar. Nel suo intervento, Malagò ha ripercorso la lunga storia che lega la sua famiglia alla Casa di Maranello, una partnership che si estende per quasi sette decenni.
“Samocar è concessionaria ufficiale Ferrari dal 1957. Mio padre, fondatore dell’azienda, andava personalmente a ritirare le automobili a Maranello e le guidava fino a Roma, decidendo persino il percorso in base alla meteorologia. Poteva scegliere di fare La Cisa oppure passare dall’Adriatico,” ha raccontato Malagò con evidente emozione.
La sede di Via Pinciana, a soli 70 metri in linea d’aria da Villa Borghese, rappresenta una posizione privilegiata che Malagò ha descritto come “impossibile trovare una locazione più prestigiosa di questa in tutto il mondo.” Questa collocazione nel cuore della capitale, in una delle zone più eleganti, ha sempre conferito alla concessionaria un carattere unico rispetto ai concorrenti.
Malagò ha poi condiviso aneddoti sulla storia dell’azienda, originariamente composta da tre società distinte: Sport Auto Roma, da cui deriva l’acronimo “Samocar”. Nel corso degli anni, questa realtà ha rappresentato diversi marchi prestigiosi oltre a Ferrari: Maserati, BMW, Rolls-Royce, Bentley e persino Pininfarina, quando quest’ultima produceva automobili proprie.
“C’è stato un periodo in cui l’insegna aveva degli elementi incredibili, perché mostrava contemporaneamente i simboli di tutti questi marchi prestigiosi,” ha ricordato Malagò, sottolineando come l’azienda sia cresciuta nel tempo espandendosi in altre regioni italiane, con sedi a Prato, Napoli e in passato anche in Emilia-Romagna.
Il coraggio imprenditoriale nei momenti di crisi
Uno dei momenti più toccanti della conferenza è stato il ricordo condiviso da Enrico Galliera riguardo al rapporto con la famiglia Malagò durante la crisi economica del 2010-2011, quando il mercato automobilistico italiano subì un tracollo devastante.
“Nel 2010, dopo il crollo dei mercati, l’Italia attraversò una crisi pesantissima. Lo ricordo molto bene perché da un mercato che vendeva un numero importante di vetture, diventò meno di un terzo di quello che era,” ha spiegato Galliera. “In una situazione del genere, chi rappresentava Ferrari si trovò in una posizione di grande difficoltà.”
Durante quel periodo critico, ci furono discussioni sull’opportunità di mantenere aperta la sede di Via Pinciana, considerati gli alti costi di gestione. “La discussione era: chiudi la Pinciana? E implicitamente significava anche licenziare le persone che ci lavoravano,” ha ricordato Galliera.
La risposta della famiglia Malagò fu determinante: “Ricordo con grande emozione la risposta di Vincenzo [Malagò]. Dopo aver riflettuto disse: ‘Ho parlato con Giovanni e Francesca. Noi siamo imprenditori seri, questa è la casa della Ferrari a Roma e deve andare avanti. Vogliamo tenerla aperta e continuare a investire. Ci sono persone che stanno con noi da tanti anni e non possiamo abbandonarle’.”
Questa decisione coraggiosa, presa in un momento di grave incertezza economica, ha permesso non solo di preservare la storica sede romana, ma di creare le basi per la trasformazione che celebriamo oggi.
La controtendenza Ferrari: fisico vs digitale
In un’epoca dominata dalla digitalizzazione e dalla vendita online, Ferrari ha scelto consapevolmente una direzione controcorrente che riafferma il valore dell’esperienza fisica e del contatto diretto con il prodotto e la comunità di appassionati.
“Due anni fa c’era un movimento che andava verso certe motorizzazioni, ma soprattutto nel mondo dell’automobile c’era un mantra: go digital,” ha spiegato Galliera. “Tutti pensavano che non si sarebbero più vendute macchine nelle concessionarie, che si sarebbe fatta la transazione direttamente online con la consegna. Molti marchi hanno seguito questa direzione, cambiando la relazione che avevano con la concessionaria.”
Ferrari ha scelto invece di valorizzare l’esperienza fisica: “Abbiamo deciso di fare una cosa diversa, non perché siamo più bravi, ma perché pensiamo che il nostro prodotto abbia bisogno di essere toccato. Lo showroom fisico è dove vai e respiri l’odore della pelle, dove ti riempi gli occhi del design della vettura, dove bevi un caffè con le persone che hanno la stessa passione.”
Questo approccio non significa rifiutare la tecnologia, ma integrarla in modo armonioso con l’esperienza fisica: “Anziché evolvere in un punto vendita freddo digitale, lo volevamo scaldare, non dimenticando però le nuove tecnologie digitali. La digitalizzazione è qualcosa che migliora l’esperienza fisica, non che la sostituisce.”
I tre pilastri della nuova Corporate Identity Ferrari
Il nuovo concetto di showroom Ferrari si basa su tre principi fondamentali che ridefiniscono completamente l’interazione tra il marchio, i clienti e gli appassionati:
Unicità dell’esperienza
Lo showroom è stato concepito come uno spazio che incarna pienamente i valori fondanti Ferrari: prestazioni, innovazione, design e artigianalità. “Ferrari è diversa, offre un’esperienza diversa, le nostre macchine danno un’emozione diversa,” ha affermato Galliera, definendo questa caratteristica come “hot technology” – una tecnologia calda che emoziona.
Ogni elemento dello showroom è stato progettato per esaltare queste qualità uniche, creando un ambiente dove i visitatori possono scoprire le qualità distintive di ogni veicolo in un contesto che ne amplifica il valore emotivo e culturale.
Senso di appartenenza al marchio
Il cuore pulsante del nuovo concept è “La Piazza“, una zona centrale elegante che rappresenta una rivoluzione nel modo di concepire uno showroom automobilistico. “Abbiamo chiesto agli architetti di creare una piazza, perché a livello architettonico è uno degli elementi che rappresenta meglio l’Italia,” ha spiegato Galliera.
“Quella zona centrale che vedete non è fatta per esporre le macchine, ma è un posto elegante e bello dove sedersi, prendere un caffè e passare un bel momento insieme,” ha continuato. Questo spazio è pensato per facilitare l’incontro e la condivisione tra membri della comunità Ferrari, rafforzando il senso di appartenenza a quella che Galliera preferisce chiamare “famiglia Ferrari“.
“Ai nostri clienti piace sentirsi parte della famiglia Ferrari. Questo spazio è costruito per dare loro un luogo dove condividere una passione, non per andare a comprare,” ha sottolineato.
Interazione tra elementi fisici e digitali
Il terzo pilastro del nuovo showroom è l’integrazione armoniosa tra il mondo fisico e quello digitale. “Il digitale e il fisico non sono due attività diverse, ma si devono integrare insieme,” ha spiegato Galliera.
Questa filosofia si traduce in soluzioni tecnologiche che arricchiscono l’esperienza senza mai sostituire il contatto umano e fisico con il prodotto. Dalle configurazioni personalizzate dei veicoli ai simulatori di guida, ogni elemento tecnologico è progettato per ampliare e approfondire la connessione con il mondo Ferrari.
Tradizione e futuro: il design ispirato all’identità italiana
Per sviluppare il nuovo concept, gli architetti hanno trascorso settimane a Maranello, immergendosi nella storia e nei valori di Ferrari. “Gli architetti sono venuti a Maranello e li abbiamo portati a scoprire le classiche, il nostro museo, la nostra storia,” ha raccontato Galliera. “Sono partiti da lì, perché per guardare al futuro bisogna ispirarsi al proprio passato.”
L’influenza dell’heritage Ferrari si riflette in numerosi elementi di design che richiamano i codici stilistici delle vetture del Cavallino Rampante. Contemporaneamente, il design valorizza l’italianità come elemento fondamentale dell’identità del marchio.
L’arco d’ingresso richiama i tradizionali portici dell’architettura italiana, mentre la centralità della persona è enfatizzata dalla Piazza, di forma circolare, ispirata agli spazi di aggregazione dei borghi e delle città italiane. “La piazza è dove tu vai, ti siedi, stai con gli amici e passi una serata,” ha spiegato Galliera.
I materiali di alta qualità, l’attenzione maniacale ai dettagli e gli allestimenti curati riflettono le caratteristiche delle vetture Ferrari, creando un ambiente raffinato che comunica immediatamente esclusività e lusso senza ostentazione.
I tratti più iconici del design, caratterizzati da linee fluide e forme sinuose, evocano la cifra stilistica delle vetture Ferrari ed esaltano lo spirito contemporaneo del marchio. Questo intreccio fra passato e modernità crea uno showroom che non solo mette in mostra le auto, ma racconta la storia di un marchio impegnato nella costante ricerca dell’eccellenza e nella ridefinizione dei limiti del possibile.
Un progetto ambizioso che ha trasformato lo spazio
Il rinnovamento dello showroom ha richiesto un impegno notevole, con lavori durati otto mesi: “quattro mesi a livello strutturale e quattro mesi a livello di allestimento,” come ha specificato Malagò, evidenziando la complessità dell’intervento.
Il risultato ha portato a un significativo ampliamento degli spazi espositivi: “Tutti gli spazi sono raddoppiati. Il garage dove c’è l’usato oggi di fatto è un raddoppio totale dello showroom. Abbiamo recuperato sopra una terrazza che si affaccia su Villa Borghese, da utilizzare per iniziative,” ha spiegato Malagò.
Lo showroom è stato completamente ripensato per offrire esperienze diverse ai visitatori. Come ha sottolineato Malagò: “Si viene a vedere le automobili, forse no. Ma vivi un’esperienza da cliente, da ferrarista, all’interno di questi spazi che in nessun’altra parte potrà essere replicata.”
Tra le nuove caratteristiche dello showroom c’è la Sala Maranello, uno spazio dove i clienti possono condividere esperienze e discutere delle proprie passioni in un ambiente esclusivo, e un’area dedicata alla personalizzazione delle vetture: “Sotto, nel Tailor Made, potete sbizzarrirvi con tutti i dettagli: tessuti, colori delle vernici, interni,” ha spiegato Malagò.
Il futuro della rete Ferrari
Questa nuova Corporate Identity rappresenta solo l’inizio di un progetto più ampio che verrà progressivamente esteso all’intera rete di concessionari Ferrari nel mondo.
“Questo è il primo di una lunga serie. Ovviamente dovremo fare più o meno altrettanto nelle nostre altre sedi,” ha annunciato Malagò, anticipando che le altre concessionarie Samocar seguiranno lo stesso percorso di rinnovamento.
Per Ferrari, la scelta di mantenere una forte presenza fisica, contrariamente alle tendenze dominanti nel settore automobilistico, rappresenta una dichiarazione di intenti: il marchio crede fermamente che l’esperienza diretta, il contatto umano e il senso di appartenenza a una comunità siano elementi insostituibili nella relazione con i propri clienti.
“Siamo il primo al mondo a dare questo tipo di rappresentanza con il nuovo concept e il nuovo layout,” ha dichiarato con orgoglio Malagò. “È l’orgoglio della nostra famiglia e spero e penso anche della Ferrari.”
Una visione che guarda al futuro preservando i valori fondanti
Concludendo la presentazione, Galliera ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale della famiglia Malagò nel successo del marchio Ferrari in Italia: “Loro non solo sono stati con noi da quasi 70 anni, quindi sono certamente il nostro partner storico in questo percorso favoloso, ma sono sempre stati quelli pronti anche ad aiutare l’azienda in momenti di difficoltà.”
La nuova Corporate Identity Ferrari rappresenta l’evoluzione di una visione che, pur guardando al futuro e abbracciando l’innovazione, resta fermamente ancorata ai valori fondanti del marchio: eccellenza, passione, tradizione e comunità.
Con l’inaugurazione dello showroom di Roma, Ferrari sottolinea la propria visione per il futuro: creare non semplici punti vendita, ma luoghi di esperienza immersiva dove la community del Cavallino Rampante può riunirsi, condividere la passione e vivere appieno i valori del marchio.
Come ha eloquentemente sintetizzato Galliera: “Quello che fa la differenza con un oggetto come una Ferrari non è solo l’acquisto o tenerlo in mezzo al garage, ma poterne godere, provarne emozione, e condividerla con altri che hanno la stessa passione.”





