Il settore dei visori per la realtà aumentata e virtuale era fino a allora terra ancora quasi inesplorata per la mela morsicata. Ma Apple ha dimostrato di voler dedicare risorse e tempo a tale tecnologia. Il suo Vision Pro si presenta come un visore AR/VR dal costo di 3.499 dollari. Tale dispositivo punta a rivoluzionare il modo in cui si interagisce con i dispositivi informatici. Il debutto ufficiale è avvenuto negli Stati Uniti. Tim Cook in persona ha presenziato all’evento nell’Apple Store di New York. Nonostante lo scalpore iniziale, però, i primi dati di vendita e le testimonianze raccolte mostrano un risultato inferiore alle aspettative. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, molti utenti faticherebbero a trovare un vero scopo d’uso quotidiano per il visore.
Apple: cosa c’è che non va con il visore?
Uno degli intoppi emersi riguarda il suo essere troppo “ingombrante“. Con un peso variabile tra i 600 e i 650 grammi, a seconda della configurazione, Vision Pro risulta più gravoso di qualsiasi altro headset consumer. Inoltre, molti utenti lamentano una distribuzione sbilanciata verso la parte frontale. Alcune testimonianze hanno anche sollevato problemi di comfort. Oltre ciò, sembra che i tempi necessari per preparare Vision Pro siano troppo lunghi. Anche chi inizialmente aveva intravisto un potenziale nell’ambito dell’intrattenimento in volo ha poi rinunciato. Ciò anche a causa della custodia da 199 dollari che risulta ingombrante come un piccolo trolley per bagaglio a mano.
Proprio per ovviare a tali problemi, indiscrezioni suggeriscono che Apple stia lavorando a due nuovi modelli. Si tratterebbe di uno “stand-alone”, evoluzione diretta dell’attuale Vision Pro, e un secondo dispositivo più leggero e meno costoso. A tal proposito, anche il celebre analista Ming-Chi Kuo e il giornalista Mark Gurman di Bloomberg hanno ipotizzato l’arrivo di una nuova versione del visore di Cupertino. Quest’ultima sarebbe dotata di chip M5 e poche modifiche strutturali. In attesa di conferme ufficiali, Apple sembra determinata a perfezionare la propria scommessa sulla realtà mista.
