Google ha confermato il superamento dei 250 milioni di veicoli compatibili con Android Auto. Un’accelerazione notevole, considerando che nel maggio 2024 il totale si fermava a 200 milioni. In un solo anno, dunque, altri 50 milioni di automobili si sono aggiunte a questa gigantesca flotta digitale. Si tratta di veicoli che offrono il supporto per collegarsi all’app Android Auto tramite smartphone, grazie a sistemi multimediali compatibili sia a livello hardware che software. La compatibilità non garantisce un uso esclusivo. Diversi automobilisti, infatti, optano per Apple CarPlay, anch’esso spesso incluso nei sistemi infotainment. La crescita resta però inarrestabile e Google lo sa, è per questo che ha deciso di rilanciare con una novità capace di cambiare tutto.
Gemini: il copilota del futuro integrato in Android Auto
Il vero annuncio che ha scosso l’interesse del pubblico non è stato solo il numero. È l’arrivo ufficiale di Gemini, l’assistente AI di Google, che approderà presto su tutti i dispositivi Android, incluse le automobili. Non si tratta solo di comandi vocali: Gemini promette un’interazione naturale, contestuale, evoluta. Presto sarà possibile chiedere aggiornamenti sul traffico, suggerimenti di viaggio, promemoria intelligenti e tanto altro. Il tutto direttamente dal cruscotto, con un’interfaccia intuitiva e pronta a integrarsi perfettamente con il veicolo. Sarà come avere un secondo guidatore, ma capace di leggere, organizzare e rispondere in tempo reale.
Non solo però intelligenza artificiale in Android Auto . Il post ufficiale sul blog ha anche rivelato l’introduzione di videogiochi da utilizzare a veicolo fermo. Giochi leggeri, ideali per passare il tempo durante una sosta. Un’altra mossa che suggerisce quanto Android Auto stia diventando piattaforma di intrattenimento, oltre che strumento di navigazione e assistenza. Google ha inoltre precisato che più di 50 modelli di auto oggi integrano “Google built-in”, cioè i servizi Google installati direttamente nel sistema del veicolo, senza necessità di uno smartphone collegato. Cosa si nasconde dietro queste mosse? La risposta potrebbe arrivare durante il Google I/O 2025, fissato per il 20 e 21 maggio. Lì verrà mostrato “il futuro della guida” e se il passato ha portato la connettività, l’avvenire promette qualcosa di molto più profondo.
