Pagare per qualcosa che non è mai arrivato. È questa la realtà emersa per migliaia di clienti TIM, sia privati che aziende. I quali, negli ultimi mesi, si sono accorti della presenza di un addebito in bolletta per un servizio inesistente. Si tratta della voce “corrispettivo annuo elenchi telefonici/consegna elenchi telefonici”, con un costo di 3,90€ per i privati e 5€ per le imprese. Eppure, nessun elenco è mai stato recapitato. La questione ha suscitato grande indignazione tra i consumatori, scatenando proteste sui social e nei forum.
Rimborso possibile: ecco come reagire all’addebito sospetto di TIM
L’associazione Codacons ha preso posizione con decisione, annunciando un’azione legale contro TIM. L’obiettivo è ottenere il rimborso per tutti gli utenti che hanno pagato somme non dovute. Le segnalazioni raccolte dall’associazione parlano chiaro! La consegna non è mai avvenuta, ma l’addebito è regolarmente presente in bolletta. Questo comportamento rappresenterebbe una pratica commerciale ingannevole, in violazione dei diritti contrattuali dei clienti.
Non serve essere esperti di diritto per far valere le proprie ragioni. Codacons ha già predisposto un modulo di diffida da inviare a TIM S.p.A., disponibile sul sito dell’associazione. Chiunque abbia subito l’addebito può compilare il modulo con i propri dati e i riferimenti del contratto TIM, per poi inviarlo via PEC o con raccomandata. È richiesto poi l’invio in copia a Codacons, in modo che l’associazione possa monitorare l’andamento della richiesta e offrire supporto, se necessario.
Non importa se il contratto con l’ operatore è stato chiuso. Anche gli ex clienti potranno chiedere il rimborso, purché conservino le bollette con l’addebito. Le testimonianze online confermano che questa pratica andrebbe avanti da anni, colpendo persone ignare che spesso si accorgono solo tardi dell’importo in più. Alcuni raccontano di aver affrontato agenzie di recupero crediti per somme mai dovute, altri si sono rassegnati a pagare, perdendo fiducia nel sistema. Questa iniziativa rappresenta quindi un’occasione concreta per invertire la rotta. Rendersi conto dell’addebito e agire per ottenere il rimborso è un passo importante verso la tutela dei propri diritti. Il consiglio di Codacons non lascia correre, ma intende agire. Chi prima interviene, prima potrà vedere riconosciuta la propria ragione.
