Come risaputo una nuova funzione è da poco apparsa all’interno di WhatsApp. Stiamo parlando di Meta AI, ovvero l’ assistente digitale basato sull’intelligenza artificiale sviluppato dal gruppo-Meta. La sua integrazione è avvenuta direttamente nell’interfaccia dell’app, attraverso un pulsante visibile nella barra di ricerca. La novità però ha attirato l’attenzione del Codacons. Il quale ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e al Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Meta AI: richiesta di sospensione temporanea e dubbi sulla base giuridica
Secondo quanto riportato, l’associazione ha ricevuto numerose segnalazioni da parte degli utenti. In quanto hanno notato la comparsa automatica della nuova funzione senza aver dato un consenso esplicito. Al momento, infatti, l’assistente non può essere disinstallato né rimosso in modo completo. Può soltanto essere nascosto parzialmente o ignorato. Il Codacons chiede quindi che venga avviata una verifica sulla conformità della modalità di attivazione con quanto previsto dalla normativa europea in materia di protezione dei dati personali.
Nel documento presentato alle autorità, l’associazione solleva alcuni dubbi legati all’uso dei dati personali da parte della nuova opzione. In particolare, viene citato il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone specifici principi per ogni trattamento. Come ad esempio liceità, trasparenza, minimizzazione e finalità determinate. La mancanza di un consenso preventivo e libero, secondo il Codacons, potrebbe rappresentare un punto critico. In attesa di un eventuale pronunciamento ufficiale da parte degli enti competenti, il Codacons ha diffidato Meta Platforms Ireland Limited, invitandola a sospendere l’introduzione automatica della funzione MetaAI in Italia e nel resto d’Europa.
Tra le richieste avanzate, vi è anche la possibilità, per gli utenti, di disattivare la funzione in modo definitivo e l’impegno a garantire piena trasparenza sulle modalità di utilizzo dei dati. Meta, per ora però non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito alla segnalazione. Non sappiamo quindi ancora quale sia la sua posizione e se intende difendersi a riguardo.
