Un’ondata di licenziamenti scuote Nissan nel suo momento più fragile. Secondo l’emittente pubblica giapponese NHK, il piano di ristrutturazione globale porterà a 20.000 esuberi, pari al 15% dell’intera forza lavoro. I nuovi tagli, circa 10.000, si aggiungeranno a quelli già comunicati nel novembre scorso. Nel tentativo di alleggerire la struttura aziendale, Nissan punta a ridurre la propria capacità produttiva del 20%. In questo modo lasciano sul terreno non solo posti di lavoro ma anche intere sedi produttive. È già certa la chiusura dello stabilimento in Thailandia, prevista per giugno. Due ulteriori fabbriche verranno chiuse, ma i dettagli restano avvolti nel silenzio. Una decisione altrettanto drastica arriva dal Giappone. La costruzione della nuova fabbrica da 1,1 miliardi di dollari per batterie EV a Kyushu è stata cancellata. L’investimento, che avrebbe dovuto beneficiare di sussidi governativi, è stato abbandonato. Che ne sarà allora del futuro elettrico di Nissan? Dove finiranno i nuovi progetti?
Una perdita che scuote completamente la Nissan
Si prevede per Nissan una perdita netta record tra 700 e 750 miliardi di yen, equivalenti a 4,74-5,08 miliardi di dollari. Una cifra che mette in discussione intere strategie industriali, figlia anche di pesanti svalutazioni e investimenti congelati. La tensione è palpabile. Dopo l’uscita di Makoto Uchida, il nuovo CEO Ivan Espinosa si è trovato a gestire una delle pagine più complesse della casa automobilistica. Le sue parole, poche ma incisive, hanno lasciato intendere che Nissan sta valutando ulteriori azioni per restare competitiva. Cosa resta allora della Nissan del passato? Il tempo stringe, i numeri preoccupano e la fiducia degli investitori vacilla ogni giorno di più.
A marzo dell’anno scorso, i dipendenti Nissan erano 133.000. Ora, l’azienda corre verso una trasformazione che non lascia spazio alla stabilità. Le decisioni, seppur dolorose, cercano in qualche modo di rendere più snella la macchina industriale. Il silenzio ufficiale sul piano di ristrutturazione aggiunge ulteriore tensione. L’attesa per l’annuncio odierno cresce. Il rischio? Che non restino solo numeri da archiviare, ma storie personali da dimenticare. Il passato glorioso della Nissan basterà per sopravvivere a una crisi di queste proporzioni?
