Il debutto del nuovo generatore di immagini di Microsoft Copilot segna un punto di svolta nella competizione con ChatGPT. Il motore alla base è lo stesso usato da OpenAI: image-gpt-1, versione evoluta e potenziata, ora capace di offrire un livello di controllo creativo mai visto prima. A sorprendere è l’introduzione della scrittura leggibile all’interno delle immagini, dettaglio da sempre critico per i generatori AI. La funzione di Copilot non si limita alla creazione da zero. Gli utenti possono modificare immagini già create, impartire istruzioni complesse, trasformare lo stile visivo e ottenere risultati fotorealistici, persino simulare l’estetica di uno scatto reale. Il tutto con la semplicità di un prompt testuale, purché non violi il copyright. Il sistema è disponibile gratuitamente, con limiti d’uso quotidiani. Chi desidera più generazioni o priorità di accesso può attivare Copilot Pro, il piano da 22 euro al mese. In questo caso, il generatore si affianca a GPT-4 Turbo, rendendo l’esperienza fluida e continua anche tra testo e immagine.
Copilot dimostra di poter competere con ChatGPT anche sul piano creativo. La nuova funzione consente a chiunque di generare artwork coerenti, stilizzati, elaborati. Le immagini reagiscono con precisione alle indicazioni, interpretano sfumature, mantengono coerenza. È sufficiente scrivere ciò che si desidera: una scena realistica, un paesaggio surrealista, un ritratto con luce cinematografica. Copilot legge, capisce e crea. In pochi secondi. Senza appesantire l’interfaccia, senza richiedere competenze tecniche. Chi vince la corsa? L’utente, forse. Per ora, resta chiaro un fatto: l’arte generativa non è più un’esclusiva.
Microsoft e OpenAI: collaborazione per i Copilot e Azure
Dal 2019 Microsoft ha investito in OpenAI con forza . L’accesso anticipato ai modelli più avanzati ha consentito un’integrazione rapida nei propri servizi, da Azure a Copilot. La presenza di 4o Image Generation in Copilot non è casuale: è il frutto diretto di un patto tecnologico strategico. Eppure qualcosa sembra incrinarsi. OpenAI ha annunciato la trasformazione in Public Benefit Corporation, una scelta che potrebbe favorire una futura IPO. Perché è rilevante? Perché Microsoft, primo investitore, deve dare il consenso. Cosa accadrà se non fosse d’accordo? Quali scenari si aprirebbero per il futuro delle tecnologie condivise? Domande che agitano analisti e investitori, mentre l’alleanza prosegue a doppio binario: tensione finanziaria, progresso tecnico.
