Dai laboratori di Hefei arriva un cristallo mai visto prima. Un diametro di 60 millimetri, una struttura pura e stabile ottenuta dopo dieci anni di ricerca silenziosa. Si chiama BGSe, un composto a base di seleniuro di bario e gallio. La sua superficie riflette non solo la luce, ma ha anche un potenziale che inquieta. A cosa serve un cristallo così? A trasformare onde infrarosse corte in lunghezze più ampie, capaci di attraversare l’atmosfera con una perdita quasi nulla. Una tecnologia che promette precisione letale a distanze fino a oggi proibitive. Le cifre sono a dir poco impressionanti: 550 megawatt per centimetro quadrato.
È questo il limite che il nuovo cristallo BGSe può sostenere senza subire danni. Si tratta di una resistenza dieci volte superiore a quella dei materiali utilizzati nei laser militari moderni. Nel 1997, un test della Marina statunitense mostrò il fallimento di un sistema laser, distrutto dalla propria potenza mentre puntava un satellite. Con questo cristallo, invece, un evento simile non si ripeterebbe. Siamo di fronte a una struttura quasi indistruttibile, capace di assorbire potenza inaudita senza incrinarsi.
Un cristallo letale?
Il processo produttivo del cristallo è lungo e meticoloso. Si parte da materiali ad altissima purezza, chiusi sotto vuoto, portati a oltre 1000 gradi. Il cristallo cresce lentamente, quasi impercettibilmente, nel corso di un intero mese. Ogni imperfezione viene annullata attraverso una ricottura lenta e calibrata, seguita da un raffreddamento graduale. Dal 2020, questi cristalli sono già inseriti in progetti di sviluppo cinesi. Oltre la tecnologia, si profila una visione strategica, fatta di precisione, potenza, controllo.
Il documento, pubblicato sul Journal of Synthetic Crystals, non parla apertamente di impieghi militari del cristallo, sta di fatto però che gli usi potenziali si intravedono chiaramente. Satelliti, veicoli aerei non tracciabili, missili ipersonici: bersagli teoricamente a portata di fascio. Il gruppo guidato da Wu Haixin ipotizza anche impieghi civili. Imaging medicale ad altissima risoluzione, sensori ipersensibili, dispositivi capaci di “vedere” attraverso il buio o le nubi. I possibili usi sono molti e differenti.
