In Europa le auto elettriche non decollano come previsto. Le stime entusiaste iniziali si scontrano con una realtà molto più complessa. In molti Paesi, l’infrastruttura non basta e gli incentivi iniziano a calare. BYD lo ha capito presto. La casa cinese, già in costruzione con due fabbriche europee, ha deciso di correggere le proprie strategie non puntando solo più sulle BEV. Anche le Plug-in Hybrid avranno infatti spazio sulle linee di montaggio BYD. La fabbrica di Szeged, in Ungheria, partirà ad ottobre. Inizierà con i modelli Dolphin e la BYD Atto 3, due compatte che hanno già conquistato l’Asia. Subito dopo, toccherà alla nuova Atto 2, un crossover compatto tutto europeo. Poi sarà la volta della Dolphin Surf, versione continentale dell’attesissima Seagull, citycar che punta a conquistare anche il pubblico europeo. Il piano è quello di produrre auto BYD sul suolo europeo per evitare i dazi UE sulle BEV cinesi. Una scelta dettata da strategia, non da ripiego.
Più scelta per i modelli BYD
Inizialmente sembrava che la produzione ibrida BYD sarebbe stata limitata alla fabbrica turca di Smirne. Poi, l’annuncio: entrambe le fabbriche assembleranno sia modelli 100% elettrici che ibridi Plug-in. Una svolta che riflette una verità scomoda. Il mercato europeo è in bilico tra entusiasmo e diffidenza. Le PHEV, con la loro doppia anima, tornano al centro del discorso. Non era forse prevedibile? La struttura in Turchia sarà operativa dal prossimo anno, salvo imprevisti. Avrà la stessa capacità dell’impianto ungherese: 150 mila vetture l’anno. La flessibilità produttiva diventa essenziale per BYD per adattarsi, sopravvivere oltre che conquistare.
BYD ha confermato la virata direttamente ad Automotive News Europe. Niente è lasciato al caso. Dopo un inizio che puntava solo sull’elettrico, il colosso cinese riconsidera ogni passo. Le scelte parlano chiaro. La linea non è più tracciata, ma in continua scrittura. Dove finirà la Dolphin Surf se non nei centri congestionati? E l’Atto 2 è pronta a sfidare crossover europei? Le risposte arriveranno presto, ma qualcosa è certo. L’Europa chiede di più. BYD ha deciso di non restare in attesa.
