Spotify apre il 2025 con un trimestre da record. L’azienda infatti ha visto una forte espansione della sua base di utenti. Arrivando ad attirare ben 5 milioni di nuovi abbonati premium nei primi tre mesi dell’anno. Il totale dei clienti paganti ha così raggiunto i 268milioni, segnando una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo del 2024. A rafforzare questo quadro positivo contribuisce anche un utile operativo senza precedenti. Ovvero 509milioni di euro, un risultato che dimostra la crescente solidizzazione del modello di business della piattaforma.
Spotify: intelligenza artificiale, nuove funzioni e un possibile aumento dei prezzi
I ricavi, nel frattempo, si sono attestati a 4,2miliardi di euro, pari a circa 4,8 miliardi di dollari, Confermando così ulteriormente la posizione di Spotify nel settore musicale mondiale. Ma non sono solo gli abbonati a garantire questa crescita. A impressionare è anche il numero totale di persone attive mensilmente, un numero ora arrivato a quota 678 milioni. Di questi, 423milioni utilizzano l’app gratuitamente, con il supporto della pubblicità. Anche se i numeri non combaciano perfettamente con la somma tra le due categorie, è chiaro che la piattaforma continua ad attirare un pubblico vasto e variegato. Segno di una strategia capace di coinvolgere ogni tipo di Paese e strategia.
All’espansione economica si affianca l’innovazione tecnologica. Spotify ha infatti iniziato a distribuire in 40 nuovi mercati le sue playlist basate sull’intelligenza artificiale. Basta indicare un genere musicale o un’emozione, e l’app genera automaticamente una selezione su misura. L’Italia però resta al momento esclusa da questa novità. L’azienda sta dunque puntando a rendere l’esperienza musicale sempre più personalizzata, cercando di differenziarsi ulteriormente dai concorrenti.
Intanto, si fanno insistenti le voci su un imminente aumento dei prezzi. In molti Paesi, Europa e America Latina incluse infatti, Spotify potrebbe aumentare il costo dell’abbonamento individuale di circa un euro a partire dalla prossima estate. La misura servirebbe a migliorare la redditività in un momento in cui il mercato dello streaming mostra segnali di rallentamento. Anche se non vi sono ancora conferme ufficiali, l’eventualità ha già acceso un possibile dibattito tra gli utenti. Molti dei quali, ad esempio, lamentano già la presenza eccessiva di pubblicità nella versione gratuita o criticano la scarsa remunerazione degli artisti. Insomma, Spotify, nonostante critiche e concorrenza, mantiene un netto vantaggio nel settore dello streaming musicale. E lo fa puntando sull’innovazione, sulla personalizzazione e su un’espansione costante che non mostra cedimenti.
