Febbraio 2025 segna un altro punto a favore per il mercato delle auto usate, che continua a mostrare una sorprendente tenuta. Secondo i dati UNRAE, i passaggi di proprietà toccano quota 480.622, con un incremento dell’1,5% rispetto allo stesso mese del 2024. Il confronto con il 2019, spesso usato come riferimento pre-pandemico, restituisce un ulteriore segnale positivo: +1,6%. Si tratta del sesto mese consecutivo in crescita, un chiaro indizio di stabilità. Il bilancio del primo bimestre racconta una dinamica solida, con quasi 947mila trasferimenti totali e un incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il mercato resta però leggermente sotto i livelli del 2019, con un calo dell’1,4%. Da segnalare la vitalità delle minivolture, i passaggi tra professionisti, in crescita del 3,4%.
Auto più giovani, diesel dominante, ma l’ibrido avanza deciso
Nel panorama delle alimentazioni, il diesel mantiene il primo posto tra i privati con una quota del 42,7%. Il calo di quasi tre punti percentuali rispetto al 2024 è però un segnale da non ignorare. La benzina si attesta al 38,5%, in leggera flessione. Crescono con costanza le ibride, che raggiungono il 9,4%, mentre GPL e metano si mantengono su livelli più modesti. Le auto elettriche pure e le ibride plug-in faticano a decollare, restando attorno all’1%. I passaggi diretti tra privati e aziende salgono al 57,1%, mentre si riduce la quota delle vendite tramite concessionari. Le aziendali e le auto-immatricolazioni restano marginali, ma costanti. Il quadro mostra una crescente autonomia degli acquirenti, sempre più attenti a scegliere in modo mirato.
La Lombardia domina con il 16,2% delle vendite, seguita da Lazio, Campania e una sorprendente Sicilia che supera il Veneto. L’età delle auto scambiate è un altro elemento rivelatore. I veicoli con più di dieci anni scendono al 47,3%, lasciando spazio a modelli più recenti. Le auto con meno di quattro anni crescono fino al 23,4% del totale. Nel segmento delle minivolture, si assiste a un crollo dei diesel, giù di sei punti, mentre le ibride salgono al 12,8%. La fascia tra due e quattro anni diventa la più interessante, con un 17,3%. Anche i veicoli con meno di un anno si fanno largo. La direzione è chiara: meno inquinamento, più efficienza, più futuro.
