L’Italia dovrebbe prendere esempio da quello che sta facendo il governo degli Stati Uniti d’America contro le truffe telefoniche. Stando a quanto riportato infatti è stato annunciato un piano che riuscirà a sistemare una falla che prima permetteva ai cosiddetti robocall di riuscire ad aggirare qualsiasi controllo.
Come i truffatori aggiravano i controlli
Il sistema STIR/SHAKEN, già operativo sulle reti moderne basate su IP, funziona come un’impronta digitale: serve a verificare l’identità del chiamante, impedendo che venga manipolata o “falsificata”. Finora, però, c’era un punto debole evidente: le chiamate che passavano anche solo in parte da reti più vecchie non-IP, come quelle delle tradizionali linee fisse, perdevano questa verifica digitale.
I truffatori hanno sfruttato a lungo questa debolezza, instradando le loro chiamate attraverso questi vecchi canali proprio per cancellare le prove della vera origine. Il risultato? Una tracciabilità compromessa e chiamate truffaldine molto più difficili da intercettare e bloccare per gli operatori telefonici.
Cosa prevede il nuovo piano della FCC
La FCC propone ora una serie di misure per eliminare questa scappatoia. Ecco i punti chiave:
Definizione di standard precisi per l’autenticazione delle chiamate su reti non-IP, affinché rispettino i requisiti del TRACED Act (la legge americana contro le chiamate illegali);
Obbligo per gli operatori che usano queste reti di certificare periodicamente l’adozione di soluzioni efficaci;
Due anni di tempo per adeguarsi, una volta che il regolamento sarà ufficiale.
Si tratta di un aggiornamento importante del TRACED Act, una normativa entrata in vigore per contrastare in modo strutturale le chiamate indesiderate. Nonostante l’uso di STIR/SHAKEN sulle reti moderne abbia già ottenuto alcuni risultati, i robocall continuano a causare danni ingenti: miliardi di dollari ogni anno, soprattutto a causa di truffe che impersonano agenzie governative o aziende.
Più protezione e meno chiamate sospette
Chiudere questa falla non basterà da solo a fermare il fenomeno, ma rappresenta un tassello fondamentale.
Mantenere l’autenticazione del chiamante su tutti i tipi di rete, anche quelle più obsolete, renderà molto più difficile per i truffatori agire nell’ombra.
Secondo la FCC, l’intervento aiuterà a ridurre il numero di chiamate fraudolente, migliorando al tempo stesso l’affidabilità del caller ID, cioè l’identificativo del chiamante, elemento chiave per proteggere i cittadini da raggiri sempre più sofisticati.
