Mentre il mondo automobilistico si sposta verso la guida autonoma, BMW sceglie di rallentare e riflettere. Non si tratta di rinunciare all’innovazione, ma di riscoprire un valore che rischia di essere dimenticato, ovvero il piacere dell’ uomo al volante. Durante il Salone dell’Auto di Shanghai, il costruttore tedesco ha sorpreso il pubblico presentando il prototipo Vision Driving Experience, laboratorio futuristico che rappresenta un manifesto controcorrente. Dotato di quattro motori elettrici e una potenza che sfida le leggi della fisica, il VDE non è pensato solo per stupire, ma per ricordare che la guida può ancora emozionare.
BMW e un mercato diviso tra tecnologia e passione
L’auto in questione è più di un esercizio di stile, è un simbolo. Un oggetto progettato per offrire il massimo della performance, con 18.000Nm di coppia e un’aerodinamica capace di generare 1.200kg di deportanza. Durante la dimostrazione su una rampa con pendenza del 55%, il VDE ha mostrato di che pasta è fatto. Lancia in questo modo un messaggio inequivocabile. Dimostrando che anche se le auto sapranno guidarsi da sole, non smetteranno di far battere il cuore a chi ama la strada. Per BMW quindi, l’emozione resta al centro del progetto.
A prendere posizione è stato Bernd Körber, a capo della divisione prodotto BMW. Le sue parole evidenziano una netta distinzione dalle scelte dei concorrenti. Egli infatti ha affermato che mentre tutti investono nell’automazione, la sua azienda punta ancora sull’esperienza attiva. Secondo Körber però, le due strade non sono incompatibili. Anzi, cresceranno insieme. In quanto futuro, guidare sarà una scelta, non una necessità. E quando lo sarà, l’esperienza dovrà valere la pena. A sostegno della sua visione, cita un curioso fenomeno, ovvero che in Cina aumenta il numero di motociclisti che scelgono il weekend per godersi la strada, non solo per spostarsi.
La conferma della strategia arriva anche dal reparto design. Adrian van Hooydonk, direttore creativo del gruppo, sottolinea che il controllo resterà nelle mani del guidatore. Il nuovo comando “Heart of Joy”, che esordirà sulla prossima generazione della iX3, è stato infatti progettato per esaltare maneggevolezza e sensibilità di guida. Insomma, in un salone dove altri, come Huawei e Volkswagen, hanno mostrato sistemi di guida di livello 2 o 3, BMW ha scelto il linguaggio della passione. Non tutti apprezzeranno. Ma chi lo farà, troverà ancora un marchio fedele a sé stesso.
