Di recente, una vecchia conoscenza sta facendo il suo ritorno, il range extender. Si tratta di una soluzione tecnica che sembrava superata dal progresso delle batterie e dall’espansione delle infrastrutture di ricarica. Ma invece oggi torna alla ribalta grazie all’iniziativa cinese. La filosofia alla base dei veicoli REEV (Range Extended Electric Vehicles) è semplice. Ci si propone infatti di affiancare a un’auto elettrica un motore a combustione interna, non per muovere le ruote, ma per generare energia elettrica e alimentare la batteria quando necessario. Ciò consente l’utilizzo di accumulatori più leggeri e una maggiore flessibilità nell’uso quotidiano.
Range Extender: la strategia cinese e la nuova proposta di ZF
In passato, modelli come Opel Ampera e BMW i3 avevano già sperimentato questa tecnologia. Non riuscirono però a trovare un seguito stabile nel mercato europeo, ancora acerbo e con poche infrastrutture di ricarica. Negli ultimi anni, l’idea è tornata a farsi strada. Mazda, ad esempio, ha lanciato nel 2023 la MX-30 R-EV, dotata di un motore Wankel come generatore. Ma il vero impulso arriva dalla Cina, dove le Range Extender stanno diventando una risposta concreta all’ansia da autonomia che ancora frena molti automobilisti nel passaggio all’elettrico.
Anche se le auto elettriche moderne offrono autonomie superiori ai 400Km, il timore di restare senza energia resta. In Cina, numerose case automobilistiche hanno scelto di puntare sui REEV come soluzione transitoria e flessibile. Modelli come la Leapmotor C10-REEV iniziano a farsi strada anche in Europa, spingendo marchi come Volkswagen a valutare soluzioni simili per il mercato occidentale. In contemporanea, l’industria della componentistica si sta adeguando a questo ritorno. ZF, colosso tedesco della tecnologia per la mobilità, ha presentato due nuovi sistemi che entreranno in produzione nel 2026: eRE e eRE+. Entrambi sono progettati per architetture da 400V o 800V, e includono motori elettrici con inverter, software dedicato e, nel caso dell’eRE+, anche una frizione e un differenziale. Quest’ultimo può funzionare sia come generatore che come secondo motore di trazione, con potenze fino a 150kW.
Questi sviluppi dimostrano che il futuro della mobilità non sarà solo a batteria. Il Range extender torna così sotto i riflettori, non come tecnologia del passato, ma come ponte concreto verso una transizione elettrica più accessibile e graduale per tutti.
