Donald Trump ha da poco preso una decisione che ha suscitato la preoccupazione di numerosi gruppi ambientalisti. Il presidente degli USA, con un ordine esecutivo firmato la scorsa settimana, ha incaricato la National Oceanic and Atmospheric Administration di velocizzare il rilascio dei permessi per l’estrazione mineraria nei fondali oceanici. In particolare sia nelle acque territoriali americane che internazionali. Tutto ciò si inserisce in un contesto di forte competizione mondiale. In cui le risorse sottomarine sono viste come fondamentali per l’industria tecnologica avanzata e la difesa militare.
Gli Stati Uniti di Trump senza regolamentazioni internazionali
Questa decisione è arrivata proprio in un momento in cui numerosi Stati e organizzazioni chiedono una sospensione delle attività estrattive nei fondali marini. I timori principali riguardano i potenziali danni ambientali. In quanto l’estrazione dei noduli ricchi di metalli rari potrebbe danneggiare irreversibilmente gli habitat marini e ridurre la capacità degli oceani di assorbire il carbonio. Insomma tutte conseguenze che contribuirebbero al pericolo del cambiamento climatico. Secondo Jeff Watters, di Ocean Conservancy, gli effetti negativi non riguarderebbero solo il fondale marino. Anzi, si rifletterebbero sull’intera colonna d’acqua e sulle forme di vita oceaniche.
Le preoccupazioni però non si limitano agli ambientalisti. Esse coinvolgono anche diverse nazioni, insieme a esperti e settori industriali. Nello specifico si teme che l’assenza di regolamentazioni internazionali possa aumentare la corsa alle risorse minerarie in acque internazionali senza adeguate garanzie. Gli Stati Uniti, infatti, non hanno mai approvato l’accordo con l’International Seabed Authority. Ovvero l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di regolamentare lo sfruttamento delle risorse oceaniche. Tale vuoto normativo potrebbe perciò avere ripercussioni sul settore minerario. Oltre che sulla pesca, la ricerca scientifica e la navigazione.
Malgrado le rassicurazioni della Metals Company, molte voci nel mondo scientifico avvertono che l’estrazione mineraria in acque profonde potrebbe essere più dannosa che vantaggiosa. Assheton Stewart Carter, di TDi Sustainability, sottolinea che è necessario valutare attentamente i costi e i benefici prima di avventurarsi in una simile impresa. La scelta di Trump potrebbe quindi rivelarsi una mossa rischiosa per l’ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici.
